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Uganda, rapper Bobi Wine: lotto per il ghetto oppresso da 35 anni

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 14 gen. (askanews) - Il giovane rapper trentottenne Bobi Wine, al secolo Robert Kyagulanyi Ssentamu, che sfida oggi alle presidenziali in Uganda uno degli ultimi dittatori d'Africa Yoweri Museveni, sogna un'Uganda democratica che dia voce ai senza voce, libera dalla morsa del suo longevo presidente. "Siamo non violenti. Ci ispiriamo a Nelson Mandela. Crediamo nell'alzarsi in piedi per rivendicare i propri diritti e le proprie libertà e far sentire la propria voce", afferma in un'intervista al quotidiano la Repubblica.

"Da quando sono sceso in campo non c'è stato giorno in cui qualcuno del mio staff non sia stato ucciso o imprigionato, senza accuse né possibilità di difendersi. A decine sono scomparsi", spiega Bobi Wine. "L'amico che sto andando a seppellire è stato ucciso dall'esercito solo perché indossava una maglietta col mio volto. Veniamo uccisi con impunità. E il presidente sta a guardare. Anche la comunità internazionale sta a guardare. Finora ha sostenuto Museveni. Gli Stati Uniti gli hanno inviato un sacco di soldi per acquistare armamenti. Continuo perché so di essere dalla parte giusta. Sono dalla parte della verità e della moralità. E alla fine del tunnel vinceremo", insiste.

Wine non ha mai incontrato Museveni. "Lui avrebbe voluto, ma io ho rifiutato. Non sono disposto a scendere a compromessi. Quello che chiedo è solo giustizia per la mia gente. Il presidente è corrotto. Ti offre soldi e ti butta in prigione. Non scendo a patti con lui", commenta.

Sa già quale sarebbe la sua prima iniziativa se fosse eletto presidente. "Libererei tutti i prigionieri politici. Restaurerei la Costituzione con un tetto e un limite temporale ai mandati presidenziali. Abolirei tutte le tasse oppressive, come quelle sui social media", conferma. "Sono arrivato a questo momento perché volevo rappresentare gli esclusi, gli ultimi, il ghetto, da cui provengo. La politica mente, scende a compromessi. Museveni promette cose che non ha mai mantenuto. Sempre le stesse. Io do voce alla gente che non ce l'ha. Basta col potere ai politici. Il potere è del popolo", conclude Bobi Wine.