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Uil: In Italia si va in pensione più tardi e per meno tempo -2-

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Roma, 12 nov. (askanews) - Nello studio è stata raffrontata l'età di pensionamento di vecchiaia dei 28 stati dell'Ue e la relativa aspettativa di vita media a 65 anni. Partendo dai dati Missoc (sistema d'informazione europeo sulla protezione sociale) per l'età di pensionamento ed Eurostat per l'aspettativa di vita, è stata realizzata una tabella che mostra come in Italia i pensionati godano della pensione mediamente per 16 anni e 4 mesi, gli uomini, e per 21 anni e 7 mesi, le donne, dato nettamente al di sotto della media Ue che è, per gli uomini, 18 anni e 9 mesi e, per le donne, 23 anni e 2 mesi.

In pratica, i pensionati italiani accedono più tardi alla pensione ed essendo anche la loro aspettativa di vita minore rispetto ad altri grandi stati percepiscono la pensione, in media, per meno tempo rispetto agli altri cittadini europei. In Francia, l'età per il pensionamento degli uomini è a 60 anni e la loro aspettativa di vita è di 84 anni e 5 mesi. Quindi, non solo l'aspettativa di vita è maggiore, ma l'età di accesso è di oltre 6 anni inferiore e la permanenza in pensione, pertanto, è di oltre 8 anni maggiore rispetto all'Italia.

Nel Regno Unito, le donne, pur avendo un'aspettativa di vita pari a 85 anni e 10 mesi e quindi di circa 1 anno e 4 mesi più bassa di quelle italiane, poiché accedono alla pensione a 60 anni, godranno dell'assegno previdenziale per 4 anni e 3 mesi in più delle donne italiane. Valori destinati a peggiorare sin da subito, in particolare per le lavoratici italiane la cui età di pensionamento, per essere equiparata a quella degli uomini a 66 anni e 7 mesi, salirà di un anno già dal 2018 per effetto dei ben noti provvedimenti legislativi. A norme attuali, poi, l'aumento coinvolgerà tutti i lavoratori nel 2019 quando l'età legale di accesso alla pensione dovrà salire a 67 anni.