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Uila Pesca: pesca e occupazione italiana rischiano di sparire

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Image from askanews web site
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Roma, 20 set. (askanews) - "La pesca italiana sta morendo" e i dati testimoniano questa agonia: in 15-20 anni la flotta peschereccia si è ridotta del 20% e si sono persi 18.000 posti di lavoro. In un solo anno 2020-2019 produzione e ricavi sono calati rispettivamente del 26% e del 28%.

I dati sono stati resi noti dalla segretaria generale Uila pesca, Enrica Mammucari, nel corso del convegno ha toccato diversi temi, tutti incentrati sull'allarme lanciato dal convegno a Mazara del Vallo organizzato dalla Uila Pesca sul tema "Mediterraneo: il lavoro nella pesca, un patrimonio comune che rischia di sparire". Occasione, a distanza di un anno dal tragico sequestro dei 18 pescatori mazaresi in Libia, per un confronto aperto e approfondito sul futuro della pesca italiana e, più in particolare, su quello degli oltre 25.000 addetti del settore.

Tra i temi affrontati: la sicurezza del lavoro in mare legato all'incertezza dei diritti e delle zone di pesca nel Mediterraneo; le politiche dell'Unione europea in materia di pesca e il ruolo che essa svolge nell'ambito della Commissione generale per il Mediterraneo (CGPM); la recente legge per l'istituzione di una ZEE italiana nel Mediterraneo.

Mammucari ha poi parlato della crisi generale del settore e sollevato la questione del riconoscimento ai pescatori delle stesse tutele valide negli altri settori produttivi del paese. "Per noi la pesca vale moltissimo" ha detto Mammucari "quanto vale per il paese? A noi sembra molto poco, così come c'è poca attenzione nei confronti di chi opera in questo settore. Basti pensare che, in Italia, la pesca non è neppure considerata come una attività usurante".

Il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri ha chiuso i lavori confermando l'impegno della Uil affinché non si abbassi la guardia sulla sicurezza dei lavoratori nel Mar Mediterraneo, che deve essere un mare di solidarietà, ed esprimendo la convinzione che il settore della pesca sia un asset strategico per la Sicilia e per il Paese.

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