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Uiv: in UK il prosecco da solo vende più di tutto il vino tricolore

Image from askanews web site
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Milano, 29 giu. (askanews) - Non si placa la "Prosecco mania" che impazza oramai da anni nel Regno Unito: nel primo quadrimestre di quest'anno la bollicina prodotta in Veneto e in Friuli è riuscita nell'impresa di superare da sola le vendite in valore di tutti vini fermi italiani messi assieme. "Un risultato senza precedenti, che fissa la crescita sul pari periodo dell'anno precedente del 127% a valore e del 74% a volume" ha spiegato l'Osservatorio dell'Unione italiana vini (Uiv) che lo ha registrato "considerando i ri-export sul prodotto in transito soprattutto dal Belgio". "Il Prosecco - chiosa l'Uiv - vale ormai oltre i due terzi dei volumi di spumanti importati nel Regno Unito da tutto il mondo".

L'analisi su base dogane compiuta sulle importazioni di vino imbottigliato dei primi tre mercati mondiali (Usa, Germania e Regno Unito), restituisce un quadro a luci e ombre e "molte incognite sul futuro". Il primo quadrimestre infatti, complice una significativa battuta di arresto nel mese di aprile, "si chiude con -1% generale in valore (dati armonizzati al dollaro, pari a 1,3 miliardi), e a volume il segno vira ancor più in negativo: -4,1%, a 2,5 milioni di ettolitri". L'effetto è il combinato di due facce opposte della stessa medaglia: "da una parte la tipologia dei vini fermi, con i volumi importati in caduta del -10% e i valori a -9%, e dall'altra gli spumanti che volano a +17% a volume e a +30% a valore".

Negli Usa i volumi imbottigliati registrano un decremento tendenziale di oltre il 2% per i fermi e un nuovo balzo degli sparkling (+12%), mentre si accende la luce rossa in Germania per entrambe le tipologie, rispettivamente a -18% e -12%, mentre l'import tricolore nel Regno Unito è protagonista in negativo con i fermi (-8%) e in positivo per gli spumanti (+35%).

"Riteniamo improbabile replicare le performance del 2021, un anno eccezionale che ha registrato crescite da aprile a settembre di quasi il 30%" ha dichiarato il presidente di Unione italiana vini, Lamberto Frescobaldi, aggiungendo che "questo sarebbe un anno normale, se non fosse per un conflitto che ha acuito la tensione sui costi energetici e su quelli delle materie prime secche: una congiuntura, a cui si aggiunge l'inflazione, che si fa difficile e che impatta mediamente sulle nostre imprese per il 20-30% in più rispetto al costo del prodotto finito". "Per questo - ha concluso Frescobaldi - sarà opportuno considerare con le istituzioni delle azioni straordinarie di strutturazione del settore in difesa di fattori esogeni sempre più frequenti e in favore di nuovi progetti di internazionalizzazione".

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