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Ultime trattative. Conte spera nell'effetto Polverini

Gabriella Cerami
·Politics reporter, L'Huffington post
·2 minuto per la lettura
ROME, ITALY - JANUARY 19: Italian Prime Minister Giuseppe Conte attends the communications on the current political situation at the Italian Senate before the confidence vote, on January 19, 2021 in Rome, Italy. Following the resignation of two ministers in Conte's coalition government over a dispute on spending of EU funds during the pandemic, the Italian government is on the verge of another crisis. (Photo by AM POOL/Alessandro Di Meo/Getty Images) (Photo: AM POOL via Getty Images)
ROME, ITALY - JANUARY 19: Italian Prime Minister Giuseppe Conte attends the communications on the current political situation at the Italian Senate before the confidence vote, on January 19, 2021 in Rome, Italy. Following the resignation of two ministers in Conte's coalition government over a dispute on spending of EU funds during the pandemic, the Italian government is on the verge of another crisis. (Photo by AM POOL/Alessandro Di Meo/Getty Images) (Photo: AM POOL via Getty Images)

Quando Giuseppe Conte finisce di parlare, in Aula si sente un boato. La maggioranza applaude quasi a voler scaricare la tensione, ma la giornata è ancora lunga e ricca di insidie. E infatti la scena si sposta in Transatlantico. È in questo momento che il grande salone del Senato si trasforma in un campo di battaglia dove consumare le ultime trattative. Qualche senatore lascia l’emiciclo con la scusa di un caffè, in realtà iniziano i minuti cruciali per il futuro del governo.

Riccardo Fraccaro, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, fedelissimo di Giuseppe Conte, si avvicina al collega di ‘Cambiamo’ Gaetano Quagliariello. Quest’ultimo era dato in bilico tra il votare la fiducia e il non votarla, ma poi ha ufficialmente optato per il ‘no’. Nonostante questo Fraccaro, che negli ultimi giorni ha contatto uno per uno i senatori potenzialmente da convincere, non demorde. È questo il clima. Ansia e apprensione nella maggioranza nel vedere il pallottoliere che dovrebbe arrivare a quota 161 ma arranca. I due si scambiano un saluto con i gomiti, nel rispetto delle norme anti-Covid, poi un caffè nella buvette del Senato. Ma il senatore di centrodestra non cambia idea e Fraccaro è costretto a indirizzarsi altrove.

Il ministro dei Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà adocchia l’ex compagno di partito Carlo Martelli. Anche loro si appartano in buvette. Dieci minuti dopo il senatore iscritto al gruppo Misto, cacciato per non aver restituito lo stipendio, conferma: “Lo dico da cinque giorni, non voterò la fiducia perché non condivido nulla di questo governo”.

Più passano le ore e più il pallottoliere non sorride. La maggioranza ha un obiettivo, che è già abbastanza al ribasso, superare quota 155, anche se la maggioranza assoluta è a quota 161. Si fa quindi il possibile per recuperare qualche senatore in pi...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.