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Un 2021 sui mercati tra strategia e tattica

Stefano Caratelli
·5 minuto per la lettura
Un 2021 sui mercati tra strategia e tattica
Un 2021 sui mercati tra strategia e tattica

I trend di lungo termine del digitale, dell’innovazione e della sostenibilità restano le stelle polari, mentre analisi tecnica e indicatori contrarian possono aiutare a cogliere opportunità

Il 2021 della politica è partito con i botti, almeno in America, dove contro le attese di governo diviso alla fine è invece arrivata dalla Georgia l’onda blu che ha consegnato ai dem anche il Senato, oltre a Casa Bianca e Camera dei Rappresentanti, mentre in un mercoledì pomeriggio Donald Trump ha bruciato nel falò dell’assalto a Capitol Hill i successi della sua presidenza, dal taglio alle tasse alla deregulation, dal contenimento dell’aggressività nord-coreana e iraniana alla pace tra arabi sunniti e Israele, fino alle opportunity zone per rilanciare gli investimenti nelle aree depresse. I mercati hanno assistito a questa pirotecnica partenza d’anno con suprema indifferenza, proseguendo con nuovi record sulla strada al rialzo imboccata dopo la grande paura da virus di marzo. Guru ed esperti si esercitano negli ammonimenti sui rischi in agguato nei prossimi 12 mesi. I più gettonati sono la crescita ‘irrazionale’ dell’appetito per il rischio, che potrebbe sfociare in brutali correzioni, la caduta delle ‘stelle’ del mercato che hanno brillato nel 2020, vale a dire i big tech americani, e infine tassi di interesse che schizzano al rialzo sulla parte lunga della curva, prendendo in contropiede la Fed e le altre banche centrali e facendo diventare insostenibili gli stimoli fiscali finanziati in deficit di bilancio.

COSA STA DICENDO IL MERCATO

Come noto, i rischi più pericolosi sono quelli che ‘non sappiamo’ di non conoscere, e che quindi possono cogliere totalmente impreparati. Provare a immaginarli è un esercizio non solo difficile, ma soprattutto inutile. Quello che sappiamo, e che il mercato sta dicendo, è invece che i trend ‘secolari’ accelerati dalla pandemia sono solo agli albori, e sono la strada maestra su cui posizionarsi in una strategia di investimento che guarda al lungo termine: digitalizzazione, automazione, intelligenza artificiale, transizione energetica, elettrificazione, sostenibilità ambientale, sociale e di governance. Posizionarsi strategicamente su questi trend secolari non vuol dire per forza mantenere o aumentare l’esposizione sulla pattuglia di mega-cap che hanno fatto il grosso del rialzo di Wall Street nel 2020, magari può anche voler dire portare a casa un po’ di capital gain realizzato su questi titoli per investirlo alla ricerca delle Apple e delle Amazon di domani.

AZIONI CARE, BOND DI PIÙ

Ma gli investimenti non sono fatti solo di strategia a lungo termine, anche la tattica è importante, come insegna l’anno appena trascorso. Chi aveva liquidità da impiegare e lo ha fatto quando si è aperta la voragine di marzo sull’azionario globale, sicuramente non si è pentito, come nelle successive occasioni che si sono presentate in autunno. Si parla molto del fatto che le azioni, soprattutto a stelle e strisce, sono care in termini di multipli e rispetto alle medie storiche. Ma i bond lo sono molto di più. Il segmento più rischioso dell’obbligazionario, l’High Yield, riconosce un premio in termini di spread sui governativi investiment grade di poco più di 2 punti percentuali, livello storicamente basso ma sopra i minimi pre-crisi. Sicuramente molto meno care sono le azioni ‘value’, trascurate a favore del ‘growth’ negli ultimi anni e ancora di più da quando è esplosa la pandemia.

ROTAZIONE TEMA VALIDO A LIVELLO TATTICO

Molti convengono sul fatto che sia iniziata una rotazione dal growth a value, per la duplice ragione rappresentata dalla convenienza di prezzo e del rafforzamento della ripresa economica globale, accompagnata dal vaccino, che dovrebbe essere il segno del 2021, favorendo i titoli azionari ciclici, a cominciare da quelli legati al ciclo del petrolio, al trasporto areo e al turismo che sono rimasti più indietro di tutti. A livello tattico sembra un’indicazione valida, meno forse dal punto di vista strategico, perché i mega trend di lungo periodo viaggiano più sul growth e meno sul value. Per la navigazione tattica, più che il flusso delle news, sono utili gli indicatori tecnici e quelli contrarian. Tra i primi da tenere d’occhio le medie mobili, con lo S&P 500 che viaggia oltre il 10% quella a 25 settimane, il rapporto tra nuovi massimi e nuovi minimi, e quello tra volumi delle opzioni call, vale a dire al rialzo, rispetto alle put.

INDICATORI CONTRARIAN IN ZONA DI ALLERTA

Nel complesso gli indicatori tecnici segnalano un aumentato appetito per il rischio, che si riflette negli indicatori ‘contrarian’. Uno dei più affidabili, il Fear & Greed Index di CNN Business, nell’ultima settimana si è avvicinato ancora alla zona di allerta, salendo a 72 punti dai 66 precedenti in una scala da zero a 100, e indicando uno sbilanciamento verso l’eccessiva esuberanza. Un altro indice contrarian è la survey settimanale dell’American Association of Individual Investor, che conta Tori, Orsi e Neutrali, e che vede una prevalenza dei primi al 54%, ben sopra la media storica del 38%, mentre i plantigradi sono solo il 26,6%, e a maggio erano quasi il 53%, con i neutrali invece sotto il 20% contro una media storica del 31,5%. Anche qui il segnale è di attenzione, c’è un po’ troppa baldanza. Anche il VIX, l’indice della volatilità, viaggia appena sopra 20 punti, basso ma ancora nettamente sopra i livelli pre-pandemia di un anno fa attorno a 14 punti.

BOTTOM LINE

La prima settimana dei mercati del 2021 segnala un sano appetito per il rischio, forse appena troppo sano, ma con livelli di esuberanza non a livelli di allarme. La strategia è chiara, i trend di lungo termine del digitale, della sostenibilità e dell’innovazione sono un’autostrada che i mercati hanno appena imboccato, con molta strada davanti. La tattica è più complicata e può richiedere aggiustamenti da una settimana all’altra. In entrambi i casi una navigazione che sempre più impone l’assistenza di esperti che studiano e conoscono a fondo singoli titoli e situazioni.