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Un’aliquota del 5% sullo stipendio per chi lavora in smart working

Matia Venini
·2 minuto per la lettura
Un’aliquota del 5% sullo stipendio per chi lavora in smart working
Un’aliquota del 5% sullo stipendio per chi lavora in smart working

Deutsche Bank propone una tassa per chi sceglierà di lavorare da casa anche dopo la pandemia: “Aiuterebbe le vittime della crisi”

Una tassa del 5% sullo stipendio per chi deciderà di lavorare da casa anche dopo la pandemia. È la proposta avanzata da Deutsche Bank, secondo cui l’imposta servirebbe ad aiutare i lavoratori con redditi bassi o coloro che hanno perso il lavoro durante la crisi provocata dal coronavirus. “Una tassa per i lavoratori da remoto era necessaria da anni - ha dichiarato lo strategist della banca tedesca Luke Templeman - ma il Covid l’ha ora resa evidente”.

LE BASI DELLA PROPOSTA

La proposta avanzata da Deutsche Bank si basa due considerazioni: la prima è che chi lavora da casa risparmia denaro, non usufruendo dei mezzi pubblici, non consumando benzina e non spendendo soldi per il pranzo; la seconda è che, come riscontrato da un sondaggio promosso dall’istituto bancario, più di metà dei lavoratori in tutto il mondo desidererebbe continuare a lavorare da casa almeno due o tre giorni alla settimana anche dopo la fine della pandemia.

DIECI DOLLARI AL GIORNO

Negli Stati Uniti, sulla base di uno stipendio medio di 55mila dollari all’anno, un’imposta del 5% costerebbe al lavoratore poco più di 10 dollari al giorno, all’incirca quanto, secondo Templeman, spenderebbe per andare a lavoro, mangiare e lavare i vestiti che dovrebbe indossare. Secondo i calcoli dello strategist di Deutsche Bank, basati sul sondaggio della banca, l’aliquota fiscale aiuterebbe lo Stato a recuperare 48 miliardi di dollari all’anno. Con quella cifra si potrebbero pagare sovvenzioni pari a 1.500 dollari al mese per 29 milioni di lavoratori che non possono lavorare da casa o per chi guadagna meno di 30mila dollari all’anno. Facendo altri esempi, nel Regno Unito, sulla base di uno stipendio medio di 35mila sterline all’anno, la Corona potrebbe recuperare quasi 7 miliardi di sterline; in Germania la tassa consentirebbe alle casse dello Stato di incassare poco meno di 16 miliardi di euro, considerando un reddito medio di 40mila euro.

ESENTI I LAVORATORI AUTONOMI E I REDDITI BASSI

Nelle intenzioni di Templeman l’imposta si applicherebbe solo quando lavorare da casa non sia obbligatorio e ne sarebbero esenti i lavoratori autonomi o quelli a basso reddito. “Il virus ha avvantaggiato coloro che possono svolgere il proprio lavoro virtualmente, come gli analisti bancari, e ha minacciato i mezzi di sussistenza o la salute di coloro che non possono”, ha dichiarato lo strategist. “Un’aliquota del 5% sullo stipendio non provocherà ai lavoratori da remoto conseguenze peggiori di quelle che avrebbero se si recassero in ufficio”.