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Un Ceo da 9 mln dlr? Soci UniCredit chiamati a decidere quanto vale il Ronaldo della finanza

di Valentina Za e Maria Pia Quaglia e Simon Jessop
·4 minuto per la lettura
Andrea Orcel, prossimo Ad Unicredit

di Valentina Za e Maria Pia Quaglia e Simon Jessop

MILANO (Reuters) - Gli azionisti di UniCredit sanciranno domani la nomina di Andrea Orcel come amministratore delegato, ma il suo stipendio, il nodo che ha mandato in fumo il suo primo tentativo di guidare una grande banca europea, getta ombre anche sul secondo.

Orcel, 57 anni, entrerà in UniCredit a poco più di due anni dalla decisione della banca spagnola Santander di ritirare la propria offerta per l'incarico di amministratore delegato dopo disaccordi sul salario che hanno poi innescato una controversia legale da 112 milioni di euro.

Sebbene rappresenti solo una frazione degli oltre 30 milioni di dollari annui di bonus riconosciuti a Orcel come banchiere d'affari di Merrill Lynch oltre un decennio fa, l'offerta di UniCredit di una remunerazione fino a 7,5 milioni di euro lo colloca davanti al nuovo AD di Lloyds, Charlie Nunn, e alla maggior parte dei colleghi europei, hanno detto gli analisti.

UniCredit ha chiarito che il pacchetto non include alcuna compensazione per gli oltre 25 milioni di euro di retribuzione differita maturati da Orcel a Ubs a cui il banchiere rinuncia con il nuovo impiego.

Tuttavia, il bonus in azioni fino a 5 milioni di euro, pari al doppio della retribuzione fissa, non sarà vincolato alla performance né sottoposto a clausole di claw-back o malus per il primo anno.

Il bonus garantito e in generale un pacchetto retributivo molto più consistente di quello dell'austero predecessore Jean Pierre Mustier hanno creato malumore tra alcuni investitori di UniCredit e spinto i principali proxy adviser a suggerire di votare "no" sulla questione.

Iss e Glass Lewis sostengono entrambi la nomina di Orcel, ma hanno raccomandato di rifiutare la politica di remunerazione di UniCredit a causa del "pacchetto retributivo problematico del nuovo Ceo".

"La remunerazione appare inadeguata nell'attuale contesto che invita alla sobrietà, oltre che rispetto alla remunerazione del Ceo precedente", ha detto Sergio Carbonara, fondatore del proxy adviser italiano Frontis Governance.

Anche Frontis ha consigliato agli azionisti di votare contro la politica retributiva e Carbonara si aspetta che venga respinta.

Parlando in condizione di anonimato data la delicatezza della questione, due tra i primi trenta principali investitori di UniCredit hanno detto a Reuters che i loro fondi voteranno contro.

Un portavoce di UniCredit spiega che la decisione sul da farsi spetterà a Orcel se il pacchetto retributivo non venisse approvato.

'UNA DISTRAZIONE'

"Avrebbero dovuto valutare meglio l'appetito del mercato per questo tipo di retribuzione", ha detto Filippo Alloatti, senior credit analyst di Federated Hermes.

"È un po' una distrazione... stanno attirando domande che avrebbero potuto facilmente evitare".

Una relazione della Consob la scorsa settimana ha mostrato che la percentuale di voti istituzionali contrari alle politiche di remunerazione delle aziende è aumentata negli ultimi tre anni anni.

"Il dissenso degli investitori sulla politica retributiva delle aziende è in crescita", ha detto Alessandro Zattoni, direttore del dipartimento di impresa e management alla Luiss e presidente dell'International Corporate Governance Society.

Non tutti gli investitori di UniCredit contestano la paga di Orcel. Soci storici come Fondazione Cariverona ritengono che le scelte "importanti e coraggiose" che UniCredit deve affrontare per rilanciare gli utili richiedano i migliori talenti disponibili sul mercato.

Anche la torinese Fondazione Crt ieri si è espressa in favore del pacchetto retributivo.

"Il 'Cristiano Ronaldo' della finanza merita un compenso da campione e non da dilettante", ha scritto l'azionista Gianluca Fiorentini tra le domande alla banca in vista dell'assemblea generale. "Sarà solo il tempo a darci riprova se le somme siano state ben spese o meno".

L'eventuale bocciatura del pacchetto retributivo proposto per Orcel lascerebbe in vigore l'attuale politica, ovvero una retribuzione fissa di 2,1 milioni di euro e il doppio della cifra come retribuzione variabile.

L'ex Ceo di UniCredit, Mustier, che ha lasciato la banca a febbraio dopo essere entrato in contrasto con il consiglio di amministrazione sulle scelte strategiche, non ha mai guadagnato quella somma in realtà.

Il banchiere francese, arrivato nel 2016 per guidare UniCredit in una drastica fase di ristrutturazione, aveva tagliato il proprio stipendio fisso del 40%, ha rinunciato ai bonus annuali per mantenere solo gli incentivi a lungo termine e si è impegnato a lasciare la banca senza liquidazione.

UniCredit propone ora di raddoppiare il tetto massimo per il trattamento di fine rapporto a 15 milioni di euro, da 7,2 milioni, nel quadro della nuova policy pensata per attrarre talenti globali.

"Diranno che per trovare una persona molto capace hanno bisogno di presentare una buona offerta, ma potrei ribattere anche che dal punto di vista di Orcel questa è una seconda possibilità per lui nella sua carriera", ha detto Alloatti di Hermes.

Orcel, che ha dichiarato durante un'intervista che gestire una banca era un suo sogno, da due anni è lontano dai riflettori del settore bancario europeo in cui è stato presente per decenni prima a Merrill Lynch poi a capo dell'investment banking di Ubs.

"Tuttavia non è mai stato amministratore delegato di una banca quotata... è un'opportunità per lui", ha detto Alloatti.

(Tradotto da Alice Schillaci in redazione a Danzica, in redazione a Milano Gianluca Semeraro, alice.schillaci@thomsonreuters.com, +48587696614)