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Un intervallo più ampio tra una dose e l'altra di Pfizer aumenta gli anticorpi

·2 minuto per la lettura

AGI - Un divario più lungo tra la prima e la seconda dose del vaccino Pfizer-BioNTech Covid fa sì che il sistema immunitario del corpo produca più anticorpi: lo hanno scoperto i ricercatori britannici, un lavoro finanziato dal governo e guidato dalla Newcastle University ma non ancora sottoposto a revisione paritaria.

Per lo studio, i ricercatori hanno confrontato le risposte immunitarie di 503 persone, membri del personale del servizio sanitario nazionale, l'NHS, che hanno ricevuto le due dosi a intervalli diversi tra la fine del 2020 e l'inizio del 2021, quando si stava rapidamente diffondendo la variante Alpha, identificata per la prima volta nel Kent; dopo la seconda dose del vaccino sono stati misurati a tutti i livelli di anticorpi.

I risultati dello studio suggeriscono innanzitutto che intervalli di somministrazione sia brevi che lunghi del vaccino Pfizer hanno generato complessivamente forti risposte immunitarie; poi che un intervallo di tre settimane ha generato meno anticorpi rispetto a uno di 10 settimane; inoltre che mentre i livelli di anticorpi sono diminuiti dopo la prima dose, i livelli di cellule T - un diverso tipo di cellula immunitaria - sono rimasti elevati; infine che l'intervallo più lungo ha portato a un minor numero di cellule T in generale ma a una proporzione più elevata di un tipo specifico, chiamato cellule T helper, che secondo i ricercatori supportano la memoria immunitaria.

In ogni caso i dati del Public Health England confermano che il vaccino Pfizer è efficace nel ridurre le malattie gravi, i ricoveri ospedalieri e i decessi, anche dopo una sola dose. "I risultati di questo ultimo studio PITCH sono estremamente significativi non solo per il Regno Unito ma per il mondo, perché ci aiutano a comprendere meglio i meccanismi alla base della nostra risposta immunitaria al Covid-19 e l'importanza di fare entrambe le dosi", ha commentato il ministro per i vaccini, Nadhim Zahawi. "E fornisce ulteriori prove che un intervallo di otto settimane si traduce in una forte risposta immunitaria". 

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