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Un segnale sulla prescrizione e un dl sulla giustizia civile. Due mosse per salvare Conte

Federica Fantozzi
·Giornalista
·1 minuto per la lettura
Italian justice minister Alfonso Bonafede during the report on the administration of justice at Senate chamber. Rome (Italy), January 28th, 2020 (Photo by Massimo Di Vita/Archivio Massimo Di Vita/Mondadori Portfolio via Getty Images) (Photo: Mondadori Portfolio via Getty Images)
Italian justice minister Alfonso Bonafede during the report on the administration of justice at Senate chamber. Rome (Italy), January 28th, 2020 (Photo by Massimo Di Vita/Archivio Massimo Di Vita/Mondadori Portfolio via Getty Images) (Photo: Mondadori Portfolio via Getty Images)

Un “segnale politico” sulla prescrizione e un decreto sulla giustizia civile: ecco il sentiero, ancora da costruire, per sminare l’ultimo scoglio sulla navigazione di Giuseppe Conte. L’appuntamento con il voto parlamentare sulla relazione del Guardasigilli Alfonso Bonafede è lo spauracchio dei giallorossi mentre l’operazione “responsabili” non decolla. Mercoledì pomeriggio alla Camera, mentre al Senato potrebbe slittare a giovedì - deciderà la capigruppo - ma non oltre. Un margine molto ristretto per trasformare la prospettiva di una sfida all’Ok Corral in “occasione di dialogo trovando una soluzione politica”, come spiega uno dei “pontieri” in prima linea. Il tema della giustizia è dirimente per allargare (o far saltare) la maggioranza, Bonafede è l’uomo simbolo di un irrigidimento della prescrizione indigesto a renziani, centristi e forzisti. Cioè proprio quelli che servono per tenere in sella il premier.

L’allarme è alto e parte dal Nazareno: “Serve un segnale politico forte, un’iniziativa del governo e del ministro sennò si va a sbattere”. Walter Verini avvisa: “Si apra una fase nuova, investimenti e riforme per tempi ragionevoli dei processi, sei anni per quelli civili. Spero in segnali dalle forze politiche responsabili”. Una mediazione in grado di “convincere” ad astenersi se non Renzi almeno una parte dei suoi parlamentari. Conquistando Sandra Lonardo e qualche altro garantista incerto. Ore frenetiche di telefonate e di ipotesi sul tavolo. A via Arenula lavorano su un testo farcito di numeri e tutto proiettato sul 2021: con il Recovery Fund ci saranno 2,7 miliardi per oltre 20mila assunzioni. Poi c’è il versante riforme: la prospettiva di un decreto per accelerare sulla giustizia civile (che va piano alla Camera, il primo febbraio scade il termine per gli eme...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.