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Un sequestro da 4 milioni di euro a personaggi che favorirono la latitanza del super boss “Binnu”

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L'arresto del boss Provenzano
L'arresto del boss Provenzano

Un duro colpo al patrimonio dei Corleonesi e dei parenti di Totò Riina che aiutarono Bernardo Provenzano favorendone la latitanza, lo ha messo a segno il Tribunale di Palermo che ha confiscato beni per un valore superiore ai 4 milioni di euro con una brillante operazione del Ros dei Carabinieri. I militari hanno effettuato una confisca da tre milioni e mezzo di euro nei confronti di Mario Salvatore Grizzaffi e Gaetano Riina.

Duro colpo al patrimonio dei Corleonesi e al nipote ed al fratello di Totò Riina

Si tratta rispettivamente del nipote e del fratello del boss Totò Riina. Il sequestro ha riguardato anche “Saro Chiummino”, al secolo Rosario Salvatore Lo Bue, e suo figlio Leoluca. Un ulteriore provvedimento di sequestro per 600 mila euro è stato eseguito in danno di Giampiero Pitarresi, considerato il reggente della famiglia di Villabate.

Gli altri rami delle indagini da cui è sfociato il duro colpo al patrimonio dei Corleonesi

Il blitz del Ros è il culmine operativo di complesse investigazioni che in corso d’opera erano già sfociate in altri sequestri: quelli dei “patrimoni illeciti acquisiti nel tempo da Salvatore Riina e da Calogero Giuseppe Lo Bue”. Attenzione, quest’ultimo era stato già condannato in via definitiva per aver favorito la latitanza di Bernardo Provenzano, morto nel 2016.

Sequestrate case, conti correnti e terreni: un duro colpo del Ros al patrimonio dei Corleonesi

Secondo il fascicolo in questione ai Lo Bue risultavano riconducibili beni intestati fittiziamente a terzi ed acquistati in assenza di redditi leciti compatibili. La confisca ha riguardato immobili, conti correnti, libretti di risparmio, terreni e beni aziendali.

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