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Una Finestra sull’Europa: euro ai minimi contro il dollaro, oggi il Report ZEW sull’Economic Sentiment

Alberto Ferrante

Ancora pronto intervento contro il Coronavirus: nella giornata di ieri, la Banca Centrale cinese ha tagliato i tassi sui finanziamenti di medio termine al 3,15%, iniettando altri 200 miliardi di yuan.

Nonostante ciò, gli occhi degli investitori restano comunque puntati sull’epidemia e sui suoi effetti per le economie globali.

Mentre Wall Street ieri è rimasta chiusa per festività, il FTSE MIB ha chiuso sopra i 25.000, ai livelli di oltre undici anni fa, al 3 Ottobre 2008. Lo  spread è invece rimasto in linea a quota 130 punti, esattamente come nella chiusura della settimana scorsa.

I principali indici europei

Il FTSE Mib ha chiuso in rialzo dell’1,02% a quota 25.120 punti, trainati da Ubi Banca (5,5%), Banco Bpm (+5,4%), Banca Pop Er (+3,3%) e da Intesa San Paolo e Unicredit. Il settore bancario mantiene dunque delle buone performances, con l’automotive anch’esso in lieve aumento (FCA al +0,47% e Ferrari al +2,19%).

L’indice DAX 30 ha chiuso in crescita del +0,29%, con Thissenkrupp in crollo del -3%, mentre il CAC 40 francese ha guadagnato lo 0,27%, trascinato soprattutto da Compagnie Generale des Etablissements Michelin SCA (+3,17%) e Legrand SA (+1,76%). Cattive performances invece per Renault (-4,26%) ai minimi degli ultimi cinque anni e Stmicroelectronics (-2,59%).

Discreta anche la performance dell’IBEX-35 spagnolo, che ha superato i 10.000 punti. I titoli migliori sono stati ACS (+2,37%), Telefónica (+2,18%), Ence (+2,12%) e Iberdrola (+1,89%).

Euro ai minimi contro il dollaro

La debolezza della crescita dell’intera Eurozona si sta riflettendo sulla coppia euro-dollaro, ormai al suo minimo da quasi due anni. Attualmente, l’euro è scambiato a 1,0832 dollari (perdendo circa il -2,3%) e l’indice Zew sul sentiment nell’eurozona di oggi influirà sicuramente sulla coppia.

Anche per via della già citata chiusura dei mercati per festività, la giornata di ieri è stata invece calma per il dollaro, mentre lo yen ha resistito ai drammatici dati sul PIL giapponese, che ha registrato nell’ultimo trimestre il calo peggiore dal 2014.

Stime sull’andamento dell’oro e del petrolio

Secondo alcuni analisti, l’indebolimento attuale dell’economia globale, anche fuori dall’Eurozona, potrebbe portare a un aumento dei prezzi dell’oro. In particolare, a spingere al rialzo potrebbe essere la riduzione dei tassi (attualmente ritenuta non necessaria dalle banche centrali).

Con riferimento invece al petrolio, ci sono ancora dei dubbi sull’effettiva efficacia delle misure dell’OPEC legate al taglio della produzione, che potrebbero non riuscire a stabilizzare la domanda nel breve periodo.

Al momento, diventa difficile effettuare previsioni di medio e lungo periodo, dato che l’epidemia di Coronavirus sta influenzando particolarmente l’andamento del greggio.

Tra i dati che si attendono questa settimana, gli indici PMI manifatturieri in Asia potrebbero in effetti rivelarsi fondamentali per un rialzo dei prezzi, qualora questi siano migliori del previsto.

Il Calendario Economico dell’Eurozona.

Oggi si terrà il meeting dell’Ecofin, il Consiglio Economia e Finanza composto dai ministri dell’economia e delle finanze di tutti gli Stati membri.

Inoltre, gli occhi degli investitori saranno puntati sul report ZEW dell’Economic Sentiment, mentre la Gran Bretagna rilascerà i dati sull’occupazione e sui salari.

Nella giornata di domani, invece, si attende l’indice dei prezzi all’ingrosso in Germania e l’indice delle partite correnti europee. Nel Regno Unito verranno rilasciati i dati degli indici sui prezzi di produzione, sui prezzi al dettaglio e sui principali prezzi al consumo.

This article was originally posted on FX Empire

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