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Una Finestra sull’Europa: il rimbalzo di ieri ha fatto recuperare ai mercati oltre 500 miliardi di euro

Alberto Ferrante

Nella seduta di ieri, le borse europee e non solo hanno compiuto forse il più importante rimbalzo dall’inizio della crisi di Coronavirus.

Dopo un andamento molto volatile nel corso degli ultimi giorni, con diverse chiusure in rosso per gli indici europei, ieri Piazza Affari ha chiuso in crescita del +8,93%, vicino ai 17.000 punti.

Anche lo spread si è ridotto ulteriormente, scendendo a quota 191 punti.

Ottime performances anche per le altre borse europee e, in America, per l’indice Dow  Jones che guadagna il +11,37% e chiude con la migliore crescita giornaliera dal 1933.

Attualmente, secondo i dati aggiornati, in Italia i contagiati sono 69.176, mentre i decessi sono saliti a quota 6820 e i guariti sono 8326.

Gli indici europei dell’Eurozona

Come accennato, il FTSE MIB ha concluso la sessione in crescita del +8,93%. I rialzi principali sono stati quelli a doppia cifra di Exor (+21,6%), Nexi (+17%), Mediobanca (+13,93%) e Fiat (+12,9%).

Quanto al Dax 30, anche l’indice di Francoforte ha chiuso in netto rialzo, segnando un importante record. Con una crescita del +10,98%, quella del DAX 30 è stata infatti la terza miglior seduta della sua storia.

Crescono anche il CAC 40 francese (+839%) e il FTSE 100 di Londra (+9,05%).

Le performances di ieri, che hanno permesso ai listini europei di recuperare oltre 500 miliardi di euro, sono state certamente alimentate dalle recenti decisioni della Fed sul Quantitative Easing illimitato.

I rialzi generalizzati sembrerebbero però suggerire anche una maggiore fiducia da parte degli investitori per nuove misure in Unione Europea.

Infatti, in seguito alla Conference Call di ieri, i rappresentanti del G7 hanno reso noto che verranno messe in campo tutte le azioni necessarie per riportare la crescita, proteggere i posti di lavoro, le imprese e il sistema finanziario globale.

Come previsto, gli indici PMI di manifattura e servizi crollano.

Nessuna sorpresa: come già preventivato, gli indici PMI aggiornati ieri sono crollati, con il composite che è passato dagli oltre 51 punti a quota 31,4 punti. Il crollo del Purchasing Managers Index per l’Eurozona rappresenta il risultato peggiore dal 1998.

Male anche il PMI manifatturiero, sotto i 45 punti, che però ha mantenuto una maggiore resilienza di quanto ci si potesse attendere. L’indice per i servizi è invece sceso a 34,8 punti.

L’Oro si avvicina nuovamente ai 1700 dollari l’oncia

In una seduta estremamente positiva per i mercati finanziari, anche l’oro è stato protagonista di rilievo nelle contrattazioni, avvicinandosi nuovamente a quota 1700 dollari l’oncia.

In un contesto di volatilità generalizzata, il metallo prezioso sta continuando ad attirare l’attenzione degli investitori. Il suo andamento recente sembrerebbe infatti confermare una tendenza rialzista, che si ritiene potrebbe raggiungere nel breve termine il nuovo target price di 1800 dollari l’oncia.

Il Calendario Economico dell’Eurozona

Oggi si attendono l’indice IFO Business Climate in Germania e dei dati sull’inflazione del Regno Unito su base mensile e annuale.

Giovedì 26 Marzo, invece, sarà il turno del bollettino economico dell’eurozona, ma ci sarà spazio anche per l’indicatore di Business Confidence in Francia, l’indice GfK di Consumer Confidence in Germania e i dati sulle vendite al dettaglio nel Regno Unito.

Per la giornata di Venerdì si attendono invece gli indici business e consumer confidence in Italia.

This article was originally posted on FX Empire

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