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Un'altra emergenza sta colpendo l'Ucraina

Ucraina
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Un’altra emergenza sta colpendo l’Ucraina e riguarda gli ospedali. Nelle strutture mancano medici, infermieri, medicinali e attrezzature e anche i problemi meno gravi devono essere trattati diveramente.

Ucraina, negli ospedali manca tutto: “Costretti ad amputare arti a ragazzi giovanissimi”

L’Ucraina sta affrontando un’altra emergenza, che riguarda gli ospedali, dove mancano medici, infermieri, medicinali e attrezzature per curare e salvare i feriti. Molti hanno abbandonato il Donbass nel corso dei mesi. Yaroslav Bohak, chirurgo cardiovascolare, è rimasto. Come ha raccontato il New York Times, il medico è stato chiamato la notte dell’invasione, mentre era a casa. A Kramatorsk c’era bisogno di aiuto e i chirurghi rimasti erano costretti ad amputare gli arti invece di cercare di salvarli. “Mi ha telefonato ha raccontato e mi ha detto che non riusciva più a tagliare le braccia a ragazzi così giovani” ha raccontato il medico, parlando della telefonata del suo collega.

Bohak è partito e ancora oggi continua ad operare sotto le bombe e i missili. Ha aiutato anche un soldato russo, trasportato d’urgenza e curato mentre gli addetti alla sicurezza piantonavano la sua stanza per evitare ritorsioni. L’ospedale più vicino in grado di trattare i casi disperati è a Dnipro, a 280 chilometri, e arrivarci per i feriti spesso è pericoloso. Da quando il medico è arrivato in corsia come volontario le amputazioni sono state ridotte quasi a zero. Da dieci medici ne sono rimasti due e 6 infermieri che lavorano a turni di 24 ore. Sono tutti volontari.

Le forniture per gli ospedali

Non solo il personale sta scarseggiando. Pavlo Baiul, chirurgo, ha lanciato un appello all’American Society of Plastic Surgeons di cui è membro per l’invio di forniture mediche. “Anche se molto ci viene inviato, non tutto arriva a destinazione, c’è bisogno di molto altro” ha raccontato. “Nessuno ti prepara per la guerra” ha aggiunto Svitlana Druzenko, che coordina l’evacuazione dei feriti dalle zone di combattimento. Nonostante gli avvertimenti dell’Occidente e della Casa Bianca sulle intenzioni belliche della Russia, molte persone in Ucraina si erano rifiutate di credere che potesse realmente esserci un’invasione. Quando l’attacco è iniziato gli ospedali non erano pronti. Maksim Kozhemyaka, chirurgo volontario nell’ospedale militare di Zaopizhzhia, ha testimoniato che gli ospedali si sono ritrovati all’improvviso “inondati da 30 o 40 pazienti al giorno” e non avevano “abbastanza materiale per curare ferite inflitte da arma da fuoco o altre ancora più gravi”.

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