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UniCredit, da Mustier ancora no a risiko. Ma accontentare Tesoro su Mps 'faciliterebbe suo piano tedesco'

Laura Naka Antonelli
·1 minuto per la lettura

UniCredit piatta in Borsa a metà giornata e all'indomani delle dichiarazioni rilasciate dal suo AD Jean-Pierre Mustier. In occasione della conference online 'Banking horizon Europe 2020' organizzata da S&P Global, il numero uno della banca italiana ha ripetuto che "le fusioni non sono una panacea per UniCredit". "Il capitale in eccesso - ha aggiunto il ceo- verrà usato per finanziare la redistribuzione agli azionisti attraverso i dividendi e il buyback delle azioni, quando la Bce permetterà alle banche di farlo". Nonostante lo abbia ribadito già tante volte, Mustier non convince però del tutto i mercati. Occhio alla nota di Banca IMI, che riporta le indiscrezioni di MF. Il quotidiano finanziario ha scritto che una possibile integrazione con Mps - sponsorizzata dal Tesoro, pronto a cedere la sua quota di azionista di maggioranza - darebbe a UniCredit quel sostegno politico necessario a finalizzare il piano volto a separare il business italiano da quello internazionale, e quindi a quotare gli asset internazionali a Francoforte, al fine di rafforzare la base di capitale dell'istituto. In generale, riferendosi alla febbre M&A che sta travolgendo Piazza Affari, gli analisti di Banca IMI scrivono che "UniCredit (verso cui hanno una valutazione ADD a fronte di un target price di 9,1 euro per azione) è l'unico player italiano dotato della forza necessaria a integrare MPS (rating hold)". Allo stesso tempo, aggiungono, "senza garanzie sulla neutralità del deal sul capitale, non ci aspettiamo alcuna mossa (che, ancora una volta, è stata smentita da Mustier)".