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Unicredit guida ribassi a Piazza Affari in una giornata no per le banche

Titta Ferraro

Piazza Affari chiude debole con alcune big in difficoltà. Il Ftse Mib che è andato a chiudere in calo dello 0,66% a quota 23.770 punti. Ad alimentare le vendite hanno contribuito i deboli riscontri di Goldman Sachs Group e Bank of America non hanno bissato i riscontri record arrivati ieri da JP Morgan Chase.

La reazione ai conti delle due big bancarie statunitensi è stata di vendite sostenute sui titoli del settore bancario. A Piazza Affari a guidare è stata Unicredit con -2,6% e titolo tornato a ridosso di area 13 euro. L'altra big Intesa Sanpaolo ha limitato il calo a -1,15%. L'ad Carlo Messina ieri ha escluso scenari di M&A a livello europeo.

Flessione di giornata vicina al 2% per FCA a 12,472 euro. Anche Fca è stata vittima della debolezza relativa di tutto il settore auto in Europa. Tra i peggiori titoli di giornata anche Atlantia, scesa del 2,61% circa a 20,48 euro. Sul titolo si abbattono le vendite dopo le ultime indiscrezioni sul destino della controllata Autostrade con il governo Conte bis che avrebbe preso la sua decisione di revocare le concessioni autostradali.

Tra i titoli che si sono invece distinti in positivo spicca Banca Generali (+2,14%). A sostenere le quotazioni i pareri positivi degli analisti sulla raccolta netta di dicembre che ha raggiunto quota 614 milioni, portando il totale ad oltre 5,1 miliardi da inizio anno. “L’accelerazione di dicembre corona un altro anno di forte crescita per la nostra realtà”, ha dichiarato il ceo Gian Maria Mossa, aggiungendo “L’innovazione nei prodotti e l’impegno rivolto ad uno sviluppo sostenibile sono elementi distintivi riconosciuti dalla domanda, che resta forte, e per questo siamo molto fiduciosi sulle prospettive per questo inizio 2020”. Gli analisti di Mediobanca, che hanno rating outperform sul titolo, mettono in evidenza la forte raccolta di dicembre con un buon mix di prodotto.