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UniCredit, nozze con Mps rimangono incerte anche con Draghi. Opzione break up per Monte di Stato

Laura Naka Antonelli
·1 minuto per la lettura

Titoli bancari sotto i riflettori dopo la nascita ufficiale del governo di Mario Draghi e in attesa di capire quelle che saranno le prossime mosse per concretizzare il risiko delle banche in Italia. Gli analisti di Mediobanca Securities scrivono che "a nostro avviso, il percorso che UniCredit seguirà in termini di strategie e di M&A è ancora incerto ma, in questo momento, è difficile escludere qualsiasi scenario". Gli analisti ricordano di avere un rating "underperform" sul titolo di Piazza Gae Aulenti a fronte di un target price a 8 euro. Passate le 11 ora italiana, il titolo UniCredit avanza dell'1,7% a 8,539 euro, dunque a un valore superiore rispetto a quello stabilito dagli analisti della banca di Piazzetta Cuccia. Nelle ultime ore sono circolate indiscrezioni secondo cui la nascita del governo Draghi non necessariamente si tradurrà nelle nozze tra UniCredit e Mps, soprattutto se si considera che Andrea Orcel, nuovo numero uno di UniCredit, vedrebbe più di buon occhio un M&A con Banco BPM che non con la banca senese. L'azionista di UniCredit e patron di Luxottica Leonardo del Vecchio, inoltre, non vedrebbe di buon occhio un matrimonio UniCredit-Mps. La Repubblica ha riportato in un articolo l'ipotesi dello spezzatino per Mps, in particolare la prospettiva di una "banca media": "Un nuovo Mps concentrato solo su Toscana e Umbria dove avrebbe il 20% di quote di mercato, pulito da qualsiasi Npl che verrebbero accollati a Amco e Fintecna insieme al contenzioso legale e a una folta schiera di personale senese. Evitando così drastici tagli di personale insopportabili in questo momento, mentre il resto degli sportelli al Centro e Sud venduti al miglior acquirente". Il titolo Mps arretra dello 0,77% a 1,286 euro.