Unicredit scivola in rosso. Non aiutano le parole di Ghizzoni

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Seduta a due facce quella odierna per Unicredit (Milano: UCG.MI - notizie) che, in linea con l’andamento generale di Piazza Affari, ha avviato gli scambi in salita e si è spinto in avanti, salvo poi indietreggiare e riportarsi al di sotto della parità. Il titolo, dopo aver chiuso la sessione di venerdì scorso con un calo contenuto al di sotto di mezzo punto percentuale, quest’oggi ha ripreso la via dei guadagni, arrivando a segnare un rialzo di quasi il 2%, con un massimo a 4,35 euro. Da questo livello si è avuto un ritracciamento che vede ora Unicredit a 4,254 euro, con un ribasso dello 0,51%. Vivaci i volumi di scambio visto che fino ad ora sono passati di mano oltre 92 milioni di titoli, contro la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 77 milioni di pezzi. Unicredit, al pari degli altri protagonisti del settore bancario, viene colpito dalle prese di profitto dopo la notevole corsa al rialzo messa a segno di recente. Il titolo non sembra beneficiare delle dichiarazioni rilasciate dal CEO del gruppo, Federico Ghizzoni, il quale in un’intervista ad Affari & Finanza ha dichiarato che il 2013 sarà l’anno della svolta per l’istituto di Piazza Cordusio che, una volta sistema l’Italia, prenderà il volo. Questo perchè grazie alla sua distribuzione geografica, Unicredit ha delle prospettive non comparabili con altri e ha la possibilità di offrire prodotti che altri non sono in condizione di dare. Il manager ha affermato che rispetto ad un anno fa la banca ha capitale a posto, liquidità positiva, un mercato buono per la raccolta e la giusta diversificazione geografica. In Italia Unicredit può contare su dei risultati positivi su fronte dei costi, con ricavi e risultato operativo lordo in crescita, mentre resta da stabilizzare il costo del rischio.

, Certo il 2013 non sarà un anno facile perchè le sofferenze sui crediti continueranno a salire, mentre la forbice dei tassi resterà bassa, ma il management sta lavorando molto sulla semplificazione e sulla riduzione dei costi, sperando in una ripartenza del credito nella seconda metà dell’anno. Con riferimento all’Italia, Ghizzoni ha chiarito che per il 2013 non è in agenda l’ipotesi di uno spin-off della rete. Per quanto riguarda Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) invece, il manager ha ribadito l’autonomia della strategia delle due banche, spiegando che l’istituto di Piazzetta Cuccia definirà il suo piano industriale e continuerà per la sua strada. Unicredit e Mediobanca rimarranno due banche autonome, per cui è stata esclusa qualsiasi aggregazione tra le due. Secondo gli analisti di Equita SIM, l’intervista a Ghizzoni non ha fornito alcuno spunto di rilievo, se non quello relativo alla smentita di qualsiasi operazione allo studio con Mediobanca. Non cambia così la strategia suggerita per Unicredit, visto che Equita SIM resta un titolo da mantenere in portafoglio, con un prezzo obiettivo a 3,9 euro, già superato dalle attuali valutazioni di Borsa. Non si sbilanciano neanche i colleghi di Kepler che ribadiscono la raccomandazione “hold” su Unicredit, con un target price a 4,4 euro. Il broker afferma di essere d’accordo con Ghizzoni sul fatto che l’inversione di tendenza dell’Italia è fondamentale per il ripristino di una corretta redditività dell’istituto di Piazza Cordusio.

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