Unicredit spicca a Piazza Affari. Gli analisti tagliano le stime

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Tra le blue chips di Piazza Affari quest’oggi si mette in evidenza Unicredit (EUREX: C2RI.EX - notizie) che nelle prime battute ha registrato una certa debolezza, scendendo a segnare un minimo a 3,406 euro, con un ribasso di poco superiore ad un punto, estendendo le perdite della vigilia quando la giornata si era conclusa con una flessione di oltre due punti percentuali. In seguito però il titolo è riuscito a recuperare con decisione terreno, azzerando le vendite iniziali e passando in territorio positivo, con una maggiore forza relativa non solo rispetto all’indice Ftse Mib (MDD: FTSEMIB.MDD - notizie) , ma anche al resto del comparto bancario, visto che è l’unico a muoversi in controtendenza nell’ambito di quest’ultimo. Mentre scriviamo Unicredit viene fotografato a 3,468 euro, con un progresso dello 0,7% e oltre 52 milioni di azioni passate di mano fino ad ora, rispetto alla media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a quasi 80 milioni di pezzi. Unicredit, a differenza degli altri bancari, riesce a sfruttare a suo vantaggio la riduzione dello spread BTP-Bund che viaggia in calo di quasi un punto e mezzo a ridosso dei 358 punti base. Gli investitori inolte seguono con interesse il titolo sulla scia delle dichairazioni rilasciate da Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo e dell’Acri, il quale nell’ambito di un’intervista ha ammesso che l’istituto di Piazza Cordusio è contendibile come tutte le grandi banche ad azionariato diffuso. Questo però non significa che Unicredit sia alla mercè del primo che passa, considerando peraltro che tanti anni di governance stabile con liste sempe unitarie presentate dai soci italiani e stranieri in assemblea, dimostrano che Unicredit ha comunque una proprietà coesa e affiatata.

, Intanto l’istituto di credito guidato da Ghizzoni è finito quest’oggi sotto i riflettori di Equita SIM che dopo la diffusione dei risultati del terzo trimestre del gruppo e sulla scia di quanto è emerso in occasione della conference call, ha deciso di rivedere le stime del gruppo. Gli analisti hanno tagliato le previsioni sull’utile riferito al periodo 2013-2015 nell’ordine del 14%, con una sforbiciata più corposa, pari al 27%, con riferimento al prossimo anno. Equita SIM richiama l’attenzione sul fatto che durante la conference call è emerso che non sono attesi miglioramenti nel 2013 nel corso del rischio in Italia, mentre il livello raggiunto nel resto del gruppo è sostenibile. Per quanto riguarda le modifche a livello di gruppo, sono aumentati i costi operativi del 3% all’anno e tale incremento è relativo soprattutto alla Germania e all’Austria. Non cambia intanto la strategia suggerita per Unicredit, visto che l’atteggiamento degli analisti resta neutrale, con una raccomandazione ferma a “hold”. Malgrado il taglio delle stime però la SIM milanese ha deciso di rivedere verso l’alto la valutazione del titolo da 3,5 a 3,9 euro, per effetto del calo dei tassi a breve e del roll della valutazione sul 2014, visto che il prossimo anno ormai non riflette il reale potenziale di redditività normalizzata della banca. Ben diverse le indicazioni che arrivano da Cheuvreux, i cui analisti proprio quest’oggi hanno ribadito la raccomandazione “underperform” su Unicredit, con un target price a 3,3 euro. Il broker francese riconosce che l’utile netto del terzo trimestre del gruppo ha superato le attese, ma questo è avvenuto solo grazie a delle voci straordinarie. In linea con le previsioni il trend operativo, mentre hanno deluso il margine di interesse e le commissioni.

, Da segnalare che i ratio patrimoniali di Unicredit includono un dividendo accumulato di circa 0,5 miliardi di euro, e di conseguenza Cheuvreux ha rivisto al rialzo la stima sulla ceola 2012 da 0,05 a 0,07 euro per azione. Questa revisione compensa il taglio delle stime sull’utile per azione riferito al periodo 2012-2014 nell’ordine del 3% in media, in ragione del più basso margine di interesse e dei più elevati accantonamenti per perdite su credit.

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