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UniCredit taglia 6mila posti

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UniCredit formalizza ai sindacati con una lettera inviata oggi la decisione di tagliare 6mila posti di lavoro e chiudere 450 filiali. La missiva, che dà il via alle procedure, contiene i dettagli di quanto già annunciato alle organizzazioni sindacali lo scorso 3 dicembre, durante la presentazione del piano Transform2023. Da qui al 2023, in particolare, la banca ha calcolato una 'eccedenza di capacità produttiva' pari a 5.500 full time. L'uscita di altri 500 dipendenti è legata al piano precedente.  

La ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, ha convocato i vertici di UniCredit per venerdì 21 febbraio. 

Nella lettera con cui avvia le procedure per negoziare gli esodi, UniCredit riferisce di voler chiudere "entro e non oltre il primo trimestre 2020" il confronto con i sindacati per arrivare a "soluzioni condivise" sugli esuberi, anche per "attenuare" le possibili ricadute sociali del nuovo piano sui lavoratori. Le 6mila uscite preventivate da qui alla fine del 2023, riporta la missiva fornendo altri dettagli, saranno attuate "valutando in via prioritaria" l'accesso al fondo di solidarietà del settore del credito e i prepensionamenti di chi è già prossimo all'età pensionabile, con un anticipo medio di 36 mesi. Saranno poi considerate Quota 100, Opzione Donna e altri riscatti insieme a "forme di flessibilità" nell'organizzazione del lavoro. In sostanza, si prevedono processi di riqualificazione e riconversione professionale delle risorse, legate ai processi di digitalizzazione previsti dal piano. Nel 2020, tra l'altro, oltre ai dirigenti, anche i quadri direttivi e il personale delle Aree professionali dovrà azzerare i residui ferie.