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Unimpresa: con il reddito cittadinanza boom del lavoro nero

Roma, 11 nov. (askanews) - La norma che mira a introdurre in Italia il reddito di cittadinanza corre il rischio di essere aggirata e può far esplodere il lavoro nero. E' l'allarme lanciato da Unimpresa, secondo cui l'architettura della misura voluta dal ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, si presta a diverse manipolazioni, anche con sostanziali accordi tra le imprese e i lavoratori, appartenenti a categorie più deboli. Chi ha un reddito mensile inferiore a 1.000 euro potrebbe infatti accettare di buon grado il licenziamento da parte del dato dei lavoro, percepire il reddito di cittadinanza (che assegna una paga mensile fino a 780 euro), continuare a lavorare con un salario in nero e più contenuto rispetto a quello regolare. I vantaggi ci sarebbero sia per i lavoratori, perché la somma di reddito di cittadinanza e salario in nero sarebbe superiore alla paga regolare, che per i datori di lavoro, perché risparmierebbero dal 30% al 60% sul costo del lavoro pur potendo avere comunque la stessa prestazione lavorativa. Commercio, turismo, agricoltura, servizi di manutenzione e di pulizia sono i settori nei quali si potrebbero registrare i maggiori casi di anomalia e distorsione. Lavoratori part time e con stipendio inferiore a 1.000 euro mensili quelli potenzialmente più interessati a valutare forme di aggiramento e violazione della misura. I dati emergono da un sondaggio a campione realizzato dal centro studi di Unimpresa tra le oltre 100mila aziende associate. (Segue)

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