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Unioncamere: per il 2020 rallenta fiducia imprese italiane ed Ue -2-

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Roma, 9 nov. (askanews) - Rallenta la fiducia delle imprese italiane e europee per il prossimo anno, ma il clima degli affari resta favorevole. E il saldo tra aspettative positive e negative delle aziende italiane mantiene il segno più e raggiunge 11,2 punti percentuali. A livello europeo le prospettive di business sono meno incoraggianti ma si registrano sostanziali differenze tra Paesi con picchi superiori ai 50 punti in corrispondenza di Bulgaria (54 punti), Grecia (53), Serbia (51,5).

Sul fronte opposto Slovacchia (-31), Slovenia (-20) e Lettonia (-18,2) mettono a segno i risultati peggiori. Fiducia in calo pure in Spagna (12,9), Germania che per la prima volta registra un segno meno dopo la crisi del 2009 (-7,1) e Francia (-2). Il basso livello della domanda interna è la prima preoccupazione tanto per gli imprenditori europei (42,8%) quanto per quelli italiani (46,3%). Ma se le imprese italiane mettono al secondo posto il costo del lavoro (43%), che scivola al terzo per le imprese europee con il 36,2%, le imprese europee mettono il mismatch quali-quantitativo tra domanda e offerta di lavoro (37,4% contro il 11,8% dell'Italia).

La crescita dei prezzi delle materie prime e dell'energia che costituisce il terzo motivo di apprensione degli imprenditori italiani (19,3%) allarma particolarmente anche Francia (36%), Germania (31,5%) e alcuni paesi dell'Est Europa. La fuoriuscita della Gran Bretagna dall'Unione europea, invece, non sembra in generale tormentare particolarmente la business community europea, anche se in alcuni Paesi resta elevato l'allarme come in Irlanda (76,3%) e Germania (45,5%).

(Segue)