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Unioncamere: per il 2020 rallenta fiducia imprese italiane ed Ue

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Roma, 9 nov. (askanews) - Le imprese italiane ed europee restano ottimiste per il 2020, ma la fiducia rallenta. Per il prossimo anno un'impresa tricolore su 4 scommette su un miglioramento degli affari, ma raddoppiano quelle che prevedono difficoltà rispetto al 2019 ( 15,4% contro 8,1%). Per l'Italia sarà ancora l'export a trainare la crescita anche se 3 imprese su 4 non si aspettano slanci. Meno incoraggianti, invece, le attese della nostra business community su investimenti e occupazione. Domanda interna, costo del lavoro e prezzi dell'energia e delle materie prime sono al top delle preoccupazioni degli imprenditori nostrani. La Brexit, invece, non sembra essere in cima ai loro pensieri: solo 1 su 10 teme l'impatto dell'uscita della Gran Bretagna dall'Ue sul proprio business. E' quanto emerge dalla ricerca realizzata per l'Italia da Unioncamere nell'ambito della XXVII edizione dell'indagine annuale coordinata da Eurochambres (l'Associazione delle Camere di commercio europee) su un campione di circa di circa 53mila imprese europee in 28 Paesi.

Anche in Europa, come in Italia, le prospettive di business per il 2020 appaiono meno favorevoli rispetto allo scorso anno e, anzi, qui il clima degli affari segna addirittura il record più basso dal 2014. Rallentano infatti le attese delle imprese europee su fatturato, occupazione e investimenti. Ad allarmare di più gli imprenditori del Vecchio continente, insieme a quelli italiani, è soprattutto il basso livello dei consumi interni. Segue il mismatch tra domanda e offerta di lavoro e il crescente costo del lavoro.

(Segue)