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Unioncamere: solo un’azienda su quattro conosce “Impresa 4.0”

Red
·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Roma, 28 apr. (askanews) - La pandemia ha aumentato i divari territoriali, di genere, di età e fra i settori produttivi, "ma il digitale è la leva per ridurli". Lo sostiene Unioncamere in un dossier presentato all'assemblea dei presidenti delle Camere di commercio. L'uso delle nuove tecnologie "limita le differenze tra piccole e medio-grandi aziende, contribuisce a sostenere la governance delle imprese manifatturiere a conduzione familiare, agevola il recupero delle aziende dei servizi, più tartassate dal Covid. Ma c'è ancora molta strada da fare: solo il 26% delle imprese italiane è a conoscenza del piano Impresa 4.0 e, tra queste, il 9%, pur conoscendolo, comunque non investe. Per il resto, ovvero per i due terzi della manifattura italiana, gli strumenti messi in campo e le grandi opportunità offerte dalle tecnologie non sono (ancora) all'ordine del giorno".

"La digitalizzazione - afferma il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli - vale fino a 7 punti di Pil, ma abbiamo ancora un ritardo enorme da colmare. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza rappresenta una occasione unica, però occorre coinvolgere attivamente milioni di Pmi, di artigiani e di lavoratori autonomi. I Punti Impresa Digitali realizzati dalle Camere di commercio hanno introdotto in questi anni oltre 350mila aziende alle tecnologie abilitanti attraverso migliaia di corsi di formazione, di assessment e di supporti operativi. E oggi questa speciale rete è una best practice a livello internazionale, riconosciuta da Ocse e commissione europea".

"Le Camere di commercio - aggiunge Sangalli - ritengono fondamentale che vengano forniti assistenza e supporto alle Pmi nei prossimi anni cruciali, adottando il modello della statunitense Sba (Small business administration). Non serve creare uno strumento ex novo, ma bisogna affidare a livello territoriale questo incarico alle Camere di commercio, il referente più vicino alle micro, piccole e medie imprese sui temi cruciali per lo sviluppo del paese".