Unione Bancaria Europea: la svolta dell’Ue per evitare altri casi Mps

Lo scorso 13 dicembre a Bruxelles, dopo una lunga maratona notturna, l’Unione Europea ha varato il meccanismo di vigilanza unico per l’eurozona che rappresenta un passo fondamentale per la realizzazione della tanto attesa Unione Bancaria Europea che affiderà alla BCE il compito di controllare l’attività di banche con dimensioni tali da condizionare la stabilità del sistema finanziario. Banche come il Monte dei Paschi di Siena, in questi giorni nell’occhio del ciclone per aver occultato alla Banca d’Italia documenti comprovanti transazioni di derivati e perdite per milioni di euro.

Si tratta di un passo importante per l’UE spesso accusata di avere una moneta unica ma di non pensare a politiche economiche e sociali in un’ottica (sub)continentale. Ecco, l’Unione Bancaria Europea nasce proprio con lo scopo di sorvegliare e armonizzare il comportamento degli istituti di credito degli Stati membri e garantire una maggiore armonizzazione dei fenomeni finanziari all’interno dell’Unione Europea.

L’Unione Bancaria Europea entrerà a pieno regime fra il 2014 e il 2015, anno in cui dovrebbe concretizzarsi oltre all’unione monetaria anche quella economica con emissioni comuni di debito (eurobond) e politiche economiche coordinate a livello europeo. Ma come funzionerà? Il meccanismo prevede due “attori” nel percorso di controllo e uno nella fase di ricapitalizzazione: il Parlamento europeo controlla la BCE che vigila sull’attività di 150 banche sistemiche con un patrimonio superiore ai 30 miliardi di euro o al 20% del PIL del proprio Paese(e, in ogni caso, le prime tre di ogni Paese), il Fondo Salva Stati (Meccanismo Europeo di Stabilità), qualora ve ne siano i presupposti, può avviare un percorso di ricapitalizzazione delle banche in difficoltà. Tutte le banche che non rientreranno nei precedenti requisiti – il 10% degli asset bancari europei - continueranno a essere sorvegliate dalle varie banche nazionali.

Questa rivoluzione del sistema bancario permette di uscire dal meccanismo per il quale ogni nazione deve salvare le proprie banche in difficoltà rischiando la bancarotta. Se gli istituti di credito operano abitualmente al di fuori dei confini nazionali occorre, allora, istituire organi di controllo internazionali. Oltre ai controlli e alle eventuali ricapitalizzazioni delle banche in difficoltà, per realizzare concretamente l’Unione Bancaria Europea, la BCE dovrà provvedere alla protezione centralizzata di tutti i cittadini europei. Insomma il giro di vite comunitario sulla vigilanza delle banche darà una maggiore visione di insieme delle transazioni e dovrebbe contribuire alla prevenzione di fatti come quelli alla ribalta delle cronache economiche e politiche di questi giorni.