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UnipolSai, Caputi: "nessun illecito, verità ristabilita"

·2 minuto per la lettura

"Per doverosa informazione, si rappresenta che qualche anno fa alcune testate giornalistiche hanno dato particolare evidenza alla notizia di una inchiesta giudiziaria che mi vedeva ingiustamente coinvolto nella mia veste istituzionale. A oltre cinque anni e mezzo dall’informazione di garanzia, e oltre nove anni dai fatti, all’esito di una attività di indagine lunga, accurata e scrupolosa, un giudice ha stabilito con dovizia di motivazioni che nessun illecito c’è stato. E, come richiesto dallo stesso Pm, che non ci sono neppure le condizioni per sostenere in giudizio le contestazioni di cui al capo di accusa". Ad affermarlo in una nota è Gaetano Caputi, che all'epoca dei fatti era direttore generale della Consob, dopo che nei giorni scorsi il Giudice per le indagini preliminari di Milano ha disposto l’archiviazione dell’inchiesta per aggiotaggio in occasione dell’operazione di fusione del 2013 tra Unipol e le società del gruppo Fondiaria.

"Nonostante questa decisione, sulla quale non avevo mai dubitato ben conoscendo i fatti, mi conforta, la notizia della conclusione di questa insensata vicenda, pure presente mediaticamente, non ha avuto analoga diffusione, e ancora meno una evidenza, pari a quelle assicurate a suo tempo per le accuse formulate", sottolinea. "Soprattutto per chi ha dedicato gran parte della propria vita professionale alle istituzioni, e continua a dedicarvisi con immutata passione civile, c’è ben poco che possa ripagare di più rispetto al vedere la verità ristabilita pubblicamente a fronte di accuse ingiuste che valevano solo ad infangarne l’immagine", aggiunge Caputi.

"Ora - conclude - è giunto il giusto epilogo a questa vicenda che tanto male ingiustamente ha fatto, all’esito di una battaglia durata anni per riaffermare la verità rispetto ad accuse tanto infamanti quanto infondate, ma in grado di pregiudicare pesantemente sul piano personale e professionale chi ne era stato colpito".

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