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Università Cattolica: tra famiglia ed esperti, i risparmiatori di domani si affidano ai social

Redazione
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Università Cattolica: tra famiglia ed esperti, i risparmiatori di domani si affidano ai social
Università Cattolica: tra famiglia ed esperti, i risparmiatori di domani si affidano ai social

Una ricerca di Credem in collaborazione con l'ateneo indaga le competenze finanziarie delle generazioni X, Y e Z (20-59) e i loro canali d'informazione. Spiccano gli opinion leader del web, per i più giovani la fonte privilegiata

Individuare i punti di riferimento del panorama finanziario e capire il loro ruolo nella società. È l’obiettivo della ricerca “Risparmio informato”, sviluppata nell’ambito del progetto Opinion Leader 4 Future, che analizza i modelli di riferimento nel campo dell’educazione finanziaria con una lente d’ingrandimento sulle generazioni comprese tra i 20 e i 59 anni.

CREDEM E UNIVERSITA' CATTOLICA

L’Università Cattolica e l’istituto di credito Credem sono i promotori dell’iniziativa Opinion Leader 4 Future, lanciata nel 2020 e gestita da Almed (Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo), che punta a stimolare il dibattito e il confronto a partire dall’analisi del ruolo dei nuovi opinion leader nel panorama informativo nazionale e internazionale. Punto di forza del progetto sono gli studenti, che da oggetto d’indagine diventano ricercatori attivi: guidati da Sara Sampietro, ricercatrice della Cattolica, 70 allievi del corso di laurea magistrale in Comunicazione per l’impresa, i media e le organizzazioni complesse (CIMO), hanno intervistato 140 persone appartenenti alle tre generazioni, X, Y e Z (20-59), su tre tematiche: i riferimenti in materia finanziaria, le aspettative e le modalità su cui investire.

GLI ESPERTI INNANZITUTTO

Ne è emerso che, per tutte le generazioni, i principali punti di riferimento in materia finanziaria sono gli esperti di settore e i consulenti di diversa natura (consulenti finanziari degli istituti bancari, assicuratori, commercialisti di famiglia), citati dal 37% del campione. Segue la famiglia, e in particolare i genitori, per il 25% del campione, valore che sale al 41% per i più giovani Y e Z (20-39 anni). Al 21% compaiono le banche, intese come istituzioni e fonte di informazioni su nuovi prodotti e nuovi servizi finanziari. Grande importanza è data anche alle competenze personali, a partire da esperienze scolastiche e professionali pregresse.

GLI INFLUENCER

Tutti gli intervistati concordano sul ruolo cruciale di scuola e università, considerate dal 40% del campione i luoghi ideali per lo sviluppo di una prima fase di consapevolezza e conoscenza dell’educazione finanziaria. Tra i canali ai quali è riconosciuto il maggiore potenziale, però, spiccano i social media e gli influencer (30%), i preferiti in assoluto dai più giovani. Diverso il sentiment degli adulti, che annoverano i social solo nell’8,6% dei casi, ritenendo ben più rilevante il web generalista (21,4%).

I METODI PER SVILUPPARE L'EDUCAZIONE FINANZIARIA

La ricerca mira poi a individuare concreti ambiti di sviluppo dell’educazione finanziaria in termini strategici e metodologici. Si cita, ad esempio, il potenziamento della “rete” di soggetti interconnessi, che accresca le consapevolezze dei cittadini e, in primis, dei giovani. Inoltre, si ipotizza una stretta collaborazione con opinion leader online vicini alla materia. L’attività sui social potrebbe offrire nuovi stimoli per rivedere i programmi educational e per incrementare piattaforme e software finalizzati alla gestione delle proprie finanze. in questo senso, la ricerca illustra anche gli aspetti in cui l’azione degli opinion leader potrebbe rivelarsi più efficace. Tra questi, la dissemination prevede che i tutor guidino i propri follower a svolgere buone pratiche, il coaching mira a rafforzare le conoscenze dei seguaci e a ottimizzarne le scelte. Agli opinion leader si riconosce anche la funzione di costruire un network mettendo in collegamento realtà e soggetti interessati al tema, che diventano a loro volta produttori di contenuti come nelle grandi community: in un caso simile, di millennials appassionati al mondo economico-finanziario. Infine, è presente la funzione di empowerment, ricoperta da coloro che intraprendono con la loro community un percorso di crescita personale che passa per la motivazione e per l’accrescimento di conoscenza. Percorso che può compiersi, da ultimo, col raggiungimento del benessere personale e professionale.

I RAGAZZI SONO SENSIBILI AI TEMI FINANZIARI

“Gli approfondimenti di ricerca presentati in questi mesi ci hanno permesso di osservare più da vicino le generazioni Z e Y e di vedere emergere aspetti stimolanti che aprono a nuove opportunità”, spiega Sara Sampietro, ricercatrice Università Cattolica e coordinatrice del progetto Opinion Leader 4 Future. “I ragazzi dimostrano interesse non solo per questioni tipiche della loro età, ma anche per temi più difficili come la sostenibilità, la salute, l'alimentazione e, non ultimi, l'economia e il risparmio. In questo senso, la curiosità, la pragmaticità, le capacità di problem solving e la consapevolezza del futuro incerto di questa generazione, offrono terreno fertile per ipotizzare nuovi modelli di sensibilizzazione finanziaria, dotando i risparmiatori di domani degli strumenti e delle competenze fondamentali per compiere scelte informate ed efficienti”.