Legge di stabilità: università a rischio default, mancano 300 milioni

L’Università è il luogo deputato a formare la classe dirigente del futuro, le professionalità deputate a guidare il Paese quando la crisi sarà finalmente alle spalle. Eppure, proprio questo settore, strategico in qualsiasi exit strategy, palesa la propria vulnerabilità economica ogni qual volta il Governo arriva all’appuntamento con una pianificazione economica. L’ultimo allarme arriva dal ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Francesco Profumo che ha sottolineato come  metà degli Atenei italiani siano a rischio default qualora non si dovessero trovare 400 milioni di euro.

“Sono estremamente preoccupato – ha spiegato il ministro, rettore del Politecnico di Torino dal 2005 al 2011- dell'andamento dei lavori in Commissione Bilancio, che sto seguendo personalmente da giorni perché, rispetto ai 400 milioni necessari per il funzionamento e la tenuta complessiva del sistema universitario italiano, la disponibilità dimostrata a oggi è di soli 100 milioni”. Ovviamente il default rischia di contagiare anche la ricerca e l’innovazione che alle Università si appoggiano, mettendo in crisi un settore già vittima di pesanti tagli nell’ultimo decennio, con il conseguente fenomeno dei “cervelli in fuga”. Mancano 300 milioni di euro, un buco che rischia seriamente di compromettere la retribuzione degli insegnanti, del personale amministrativo e delle spese vive. Una prospettiva che Profumo ha definito “inaccettabile” e che, nelle scorse settimane, è stata illustrata dal ministro a tutti i livelli istituzionali.

L’allarme del titolare del dicastero dell’Istruzione è stato ripreso da una nota congiunta della Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui), del Consiglio universitario nazionale (Cun) e del Consiglio nazionale degli studenti universitari: “A causa di questo ulteriore taglio, successivo ad altri avvenuti nelle precedenti leggi finanziarie, le Università non saranno più in grado di garantire la formazione, la ricerca, i servizi agli studenti e più in generale lo sviluppo tecnologico e culturale del Paese.  I tre Organismi di rappresentanza istituzionale del Sistema Universitario lanciano con forza l’allarme sul collasso che colpirà inevitabilmente la maggior parte degli Atenei italiani se il Senato della Repubblica non provvederà a ripristinare questi 400 mln di euro necessari alla sopravvivenza delle Università già pesantemente sottofinanziate”. Secondo Crui, Cun e Cnsu la situazione che si sta configurando rappresenta “una violazione dei diritti irrinunciabili e costituzionalmente garantiti della formazione e della ricerca a solo detrimento del futuro e delle opportunità lavorative delle prossime generazioni”.