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Uno studente italiano brevetta la bici senza raggi

Uno studente italiano brevetta la bici senza raggi

Costruire una bicicletta portata all’essenziale, in grado di essere piegata e chiusa come uno zainetto, dal peso – si prevede – assai ridotto. Ma soprattutto la prima bici priva degli ingombranti (quanto caratteristici) raggi che solitamente rinforzano le ruote dei veicoli a pedali. E ai quali probabilmente diremo addio. A riuscire nella singolare impresa è Gianluca Sada, un giovane ingegnere 30enne, che ne ha fatto la propria tesi di laurea al corso di in Ingegneria dell'Autoveicolo del Politecnico di Torino.

Si tratta si un progetto completamente autofinanziato, per il quale Sada ha speso di tasca propria 4000 Euro nella realizzazione del prototipo – un costo anche contenuto, grazie al contributo di Palmec, un’azienda specializzata in meccanica di precisione che ha fornito all’ingegnere alcuni materiali. La bicicletta è stata pensata per coloro che devono alternare tratte “a pedali” con tratte su mezzi di trasporto pubblici, ed è pertanto dotata di un telaio pieghevole che ne rappresenta un valore aggiunto, permettendo di inserirla in uno zaino o in un trolley da trasportare come una valigia.

Prima di discutere la tesi Sada aveva depositato alla Camera di Commercio di Torino il brevetto della sua invenzione, che già nel 2010 gli era valsa l’inserimento nella lista dei 200 giovani talenti d'Italia stilata dall’allora ministro Giorgia Meloni. Ma è oggi, una volta terminata la progettazione, che ha potuto realizzarne un prototipo. Questo gli consentirà probabilmente di proporla a investitori e partner: il giovane ingegnere ha calcolato che la sua invenzione potrebbe essere messa sul mercato per un prezzo che si aggira intorno ai 1500 Euro, e fino al doppio nel caso in cui la Sada Bike disponesse di un telaio in carbonio. “Può sembrare una cifra molto elevata”, afferma Sada, “ma, se confrontata con alcuni modelli pieghevoli, ci può stare. Vorrei che fosse un prodotto di qualità, rigorosamente made in Italy”.

Strano a dirsi, ma la geniale invenzione non è valsa a Sada il massimo dei voti in sede di laurea: “solo” 109 punti. Ma una soddisfazione che va ben al di là dei riconoscimenti accademici.