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Uno studio delle università di Stanford e Saarbrucken ha analizzato i dati poi pubblicati su Nature

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Correlazione fra danni di alcune melattie del cervello e danni da covid
Correlazione fra danni di alcune melattie del cervello e danni da covid

Uno studio pubblicato dalla presigiosa rivista Nature sostiene che nei morti per Covid sono riscontrabili danni simili a quelli dei malati di Alzheimer e Parkinson. E non solo: quello studio accrediterebbe una “simpatia genetica” fra il virus e alcune malattie mentali. Il sunto della ricerca preliminare condotta dall’università di Stanford è quello per cui l’infiammazione al cervello e i conseguenti danni ai circuiti neuronali riscontrati nei pazienti deceduti a causa Covid-19 sono molto simili a quelli registrati nei malati di Alzheimer e Parkinson.

Morti Covid con danni simili a quelli dei malati di Alzheimer e Parkinson: lo studio

Cosa significa? Che le tre malattie hanno un punto in comune in quanto ad esiti pur avendo genesi e caratteristiche del tutto differenti. Lo studio dell’ateneo californiano si intitola “Disregolazione dei tipi di cellule del cervello e del plesso coroideo nei casi più gravi di Covid-19”. Ma cosa hanno analizzato di preciso gli scienziati dell’università statunitense assieme ai colleghi dell’Università tedesca di Saarbrucken?

I morti Covid hanno danni simili a quelli dei malati di Alzheimer e Parkinson: comparati 22 cervelli

Il team di 23 ricercatori che ha operato ha effettuato analisi comparate. Su cosa? Sul tessuto cerebrale di 8 persone morte a causa del coronavirus e di altre 14 decedute per altre patologie. E lì i ricercatori hanno rilevato qualcosa, che cioè nelle oltre 65 mila cellule dei tessuti cerebrali dei malati di Sars-Cov-2 morti sono stati rilevati “cambiamenti sorprendenti”. E sono cambiamenti molto simili a quelli presenti in chi è affetto da patologie neurodegenerative, quali Alzheimer e Parkinson. Cioè, coronavirus, Parkinson ed Alzheimer a livello cerebrale inducono un ampio ventaglio di danni simili. Uno studio del Florey Institute aveva già affrontato la questione.

Morti Covid con danni simili a quelli dell’Alzheimer e del Parkinson: il legame con la depressione

C’è un discrimine però: in nessun caso è stata individuata la presenza diretta del coronavirus nelle cellule cerebrali, e la conclusione degli studiosi è stata che “l’infezione nel resto del corpo possa essere sufficiente per scatenare sintomi neurologici anche in quei pazienti che non sono morti per la malattia”. Ma quali sono i segni di questa similitudine in quanto ad effetti? Si tratterebbe di “ampie perturbazioni cellulari che predicono che le cellule barriera del plesso coroideo percepiscano e trasmettano l’infiammazione periferica nel cervello e mostrano che le cellule T periferiche si infiltrano nel parenchima”. Ma c’è di più, anche se in termini eziologici la possibilità era già intuibile: se il coronavirus ha la “vocazione genetica” di attivare degenerazioni alle cellule del cervello allora può anche scatenare geni che inducendo patologie del cervello influenzano la condotta: “Nei cervelli dei pazienti di Covid-19 si attiverebbero con maggiore frequenza i geni legati alla cognizione, alla schizofrenia e alla depressione”.

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