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Unrae: auto elettriche e ibride, in Italia solo il 4,7% vendite

Red
·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Roma, 17 feb. (askanews) - A gennaio in Italia "le immatricolazioni di auto full-electric e ibride plug-in sono state il 4,7% del totale, ben lontane dal 21,7% della Germania, l'11,6% della Francia e il 13,7% del Regno Unito". Lo sottolinea il presidente dell'Unrae, Michele Crisci, dopo il crollo delle vendite di macchine (-25,7%) in Ue, Regno Unito e paesi Efta. "Un divario elevato - secondo Crisci - che ritarda l'indispensabile ricambio del vetusto parco circolante e per il quale ci sentiamo di salutare la nascita del nuovo ministero della transizione ecologica indicandogli la necessità di inserire la dotazione di infrastrutture di ricarica tra gli obiettivi primari del Recovery fund". "La crisi di mercato che stiamo attraversando - sostiene il presidente dell'associazione delle case automobilistiche estere - offre l'occasione di voltare pagina e di riavviare la necessaria ripresa economica all'insegna dell'economia verde. Se con le vetture elettriche e i modelli sperimentali a idrogeno i produttori sono già pronti al cambiamento, non altrettanto si può dire delle istituzioni pubbliche: non si può puntare alla diffusione dei modelli elettrici se non c'è una adeguata rete di punti di ricarica". La recente richiesta comune dei costruttori, degli ambientalisti e dei consumatori europei di un regolamento Ue che fissi gli obiettivi di un milione di punti di ricarica entro il 2024 e tre milioni entro il 2029, con mille stazioni a idrogeno nella stessa data, è per Crisci "il punto di partenza indispensabile per fare in modo che ricaricare un'auto elettrica sia facile come oggi fare il pieno di benzina". "È altrettanto urgente - aggiunge il presidente dell'Unrae - agire sul fronte delle auto aziendali, un comparto che in Italia nel 2020 rappresentava oltre il 36% del mercato, ma è fortemente svantaggiato sia da un regime fiscale penalizzante rispetto ai maggiori paesi europei e alla normativa Ue sulla detraibilità dell'Iva sia dal mancato adeguamento dei valori di emissione al nuovo ciclo Wltp per l'applicazione dei fringe benefit". Glv