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Upb: nel 2020 con calo spread risparmi spesa interessi per 5,6 miliardi di euro

Alessandra Caparello

Il Governo, nella NADEF 2019, prevede, nel prossimo triennio, una significativa riduzione della spesa per interessi rispetto a quanto stimato nel DEF. Da qui l’Ufficio Parlamentare di Bilancio nel Flash “L’impatto della riduzione dello spread sulla spesa per interessi” attraverso il proprio modello di previsione della spesa per interessi, ha effettuato una stima per verificare quanto la riduzione prevista nella NADEF sia riconducibile al calo generalizzato dei tassi d’interesse e quanto alla riduzione del “rischio Italia” da parte dei mercati, misurato dallo spread tra i rendimenti a termine italiani e quelli tedeschi.

Ebbene, alla riduzione dello spread tra marzo e settembre si può attribuire quasi la metà della riduzione della spesa per interessi sui titoli di Stato tra il DEF e la NADEF. In particolare, si legge nella Flash dell’Upb, per quanto riguarda il 2022 (anno in cui la stima di tale riduzione avrebbe raggiunto circa 15,6 miliardi secondo il modello UPB), l’impatto del minore spread nei due documenti sarebbe stato pari a quasi 7,2 miliardi (di cui 180 milioni circa relativi a interessi su titoli emessi tra aprile e agosto 20195 ). Un valore leggermente più alto può essere attribuito alla riduzione generalizzata dei tassi di interesse, in cui si considera sia la variazione dei rendimenti tedeschi (che contribuisce per circa 7,3 miliardi) sia la variazione dell’Euribor (che incide per circa 400 milioni). Infine, cumulativamente per il periodo 2019-2022 la riduzione di spesa per interessi sui titoli di Stato stimata tra il DEF e la NADEF è dovuta per circa 15,6 miliardi ala caduta generalizzata dei tassi, per circa 14,3 miliardi al calo dello spread e per circa 2,2 miliardi alla componente residuale descritta precedentemente.