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Upb 'tiepido' sulla Manovra, è vaga e sulla riforma del fisco solo principi

·2 minuto per la lettura

La Legge di Bilancio presentata dal governo "presenta elementi di indeterminatezza e si prospetta, per taluni aspetti, una manovra in divenire, in cui viene operato il rinvio di alcune scelte la cui definizione avverrà verosimilmente lungo l’iter parlamentare di approvazione". E' critico il giudizio espresso in audizione - per bocca del presidente Giuseppe Pisauro, in audizione - dall'Ufficio Parlamentare di Bilancio, che segnala come "la riforma fiscale, ad esempio, risulta per ora delineata solo nei suoi principi fondamentali, con la sola definizione complessiva dello stanziamento del fondo per la riduzione della pressione fiscale e l’indicazione di massima del campo di intervento".

Una manovra che comunque può avere un effetto positivo sul pil: secondo una simulazione dell'Upb, l’effetto dei provvedimenti definiti nella manovra "sarebbe quantificabile in una maggiore crescita nel 2022 e nel 2023, rispettivamente di 0,5 e 0,3 punti di PIL, mentre l’impatto risulterebbe appena restrittivo nell’anno finale di previsione". Ma più ancora della manovra, sull'economia italiana pesa l'incognita coronavirus, spiega l'Upb che osserva come "nelle ultime settimane si è registrata anche in Italia una recrudescenza dell'epidemia che potrebbe influenzare l’attività economica tra lo scorcio finale di quest’anno e l’avvio del successivo".

Se l'andamento del Covid dovesse evitare "nuove restrizioni per l’emergenza sanitaria" continua l'Ufficio Parlamentare di Bilancio, in base ale stime "effettuate con i modelli di breve termine il PIL si espanderebbe in termini congiunturali poco al di sotto di un punto percentuale". E comnuque, con "una crescita dello 0,7 per cento la variazione del Pil nel complesso del 2021 sarebbe del 6,3 per cento e si renderebbe possibile il rientro sui livelli di attività precedenti al COVID-19 già dal prossimo inverno". In ogni caso, ha precisato Pisauro, "se anche negli ultimi tre mesi dell’anno la crescita economica fosse nulla la variazione del PIL nel 2021 sarebbe comunque del 6,1 per cento, quindi appena superiore all’obiettivo del Governo".

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