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Upb: validate stime Def ma scenario incerto e forti rischi ribasso

Red
·3 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Roma, 21 apr. (askanews) - L'Ufficio parlamentare di bilancio ha validato le stime contenute nel Def mettendo tuttavia in guardia sul fatto che permangono incertezze e rischi al ribasso nel breve e nel medio-lungo termine e rilevando che anche lievi variazioni del quadro potrebbero "quasi annullare" la strada di discesa del debito sul Pil al 2024.

Dopo aver validato lo scorso 31 marzo le previsioni tendenziali, "è stato svolto l'esercizio di validazione del quadro programmatico, anch'esso conclusosi con esito positivo. Le previsioni del Mef e quelle del Panel - ha detto il presidente dell'Upb davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato in audizione sul Def - sono risultate nel complesso coerenti, pur in presenza di alcuni modesti disallineamenti".

Tuttavia, ha precisato l'Upb, "è importante sottolineare che sussistono rilevanti rischi al ribasso sull'evoluzione del quadro macroeconomico, in primo luogo legati all'andamento dell'epidemia e all'eventuale necessità di ulteriori misure di contenimento della stessa e di sostegno a imprese e famiglie. Tali rischi potrebbero ovviamente modificare le tendenze di finanza pubblica, comportando un ulteriore innalzamento dei livelli di deficit e di debito".

E' emersa, ha spiegato Pisauro, la "sensitività estrema" sullo scenario di discesa del debito/Pil di "variazioni anche piccole" del quadro "basato su ipotesi solo leggermente alternative. Abbiamo usato il quadro macroeconomico dell'Upb invece che quello del governo: le differenze sul Pil nominale sono ricomprese tra uno e sette decimi di punto l'anno. Con questa ipotesi - ha proseguito - nel 2024 invece che scendere al 152,7, il rapporto debito/Pil scenderebbe al 155,5". In sostanza si resterebbe "sul livello previsto oggi nel '22. Bastano piccole variazioni nel quadro generale per annullare quasi completamente la prevista lenta discesa del rapporto tra debito e Pil".

Rimane poi "da chiarire il legame tra il quadro programmatico di finanza pubblica e i disegni di legge collegati annunciati nel Def che, qualora implichino oneri a carico dei conti pubblici, come sembrerebbe probabile per vari di essi, dovranno essere adeguatamente coperti", ha aggiunto.

Inoltre, "le misure per assicurare la liquidità delle imprese durante la crisi Covid-19 hanno significativamente aumentato lo stock di garanzie complessivamente" concesse dallo Stato e, ha osservato, questo "accumulo può rappresentare un rischio per la sostenibilità delle finanze pubbliche. Sarà importante nei prossimi anni monitorare l'andamento di questi importi e soprattutto dei valori delle perdite attese sottostanti le previsioni indicate nel Def, che dovrebbero avere una separata indicazione".

La strada di puntare sugli investimenti pubblici per rilanciare la crescita appare all'Upb "condivisibile". Per quanto riguarda gli investimenti privati, questi si possono sostenere "con opportune misure di carattere tributario di cui immagino si discuterà anche nella discussione sulla riforma fiscale" perché, ha detto, il Recovery Plan "è sufficiente come precondizione".

Lo shock per l'economia che il governo Draghi affida alla spinta degli investimenti è un programma molto "ambizioso" e "pone alle amministrazioni interessate la necessità di adeguare le proprie strutture". Occorre "migliorare le capacità tecniche dell'amministrazione e la tecnostruttura" poiché "negli ultimi 10-20 anni l'amministrazione si è spogliata delle sue capacità tecniche, affidandosi soprattutto a consulenze esterne, commettendo l'errore non tanto nel decidere di non disegnare direttamente i progetti", ma, ha puntualizzato Pisauro, di non "mantenere la capacità di saper leggere i progetti".