Usa, accordo su fiscal cliff ancora lontano. Scintille tra Obama e Gop

Washington (Usa), 30 dic. (LaPresse/AP) - Ancora nessun accordo al Congresso degli Stati Uniti sul fiscal cliff. Nonostante la sessione domenicale straordinaria di Camera e Senato, i colloqui tra democratici e repubblicani restano a un punto di stallo. Nel tentativo di rompere l'impasse, il leader della minoranza, il repubblicano Mitch McConnell, ha parlato con il vice presidente Joe Biden, e fa sapere di essere in attesa di una risposta sull'offerta del Gop presentata ieri sera ai colleghi democratici. Un'offerta che però, dicono questi ultimi, è inaccettabile visto che chiede di rallentare i futuri aumenti, legati al costo della vita, per chi riceve sussidi del programma Social Security.

"Sono preoccupato per la mancanza di urgenza. Ci sono troppe cose in gioco. Non c'è una questione in particolare che rappresenta un punto dolente impossibile da superare, ma il punto di difficoltà sembra essere la volontà, l'interesse o il coraggio per raggiungere l'accordo", ha commentato McConnell. Mentre il leader della maggioranza democratica al Senato, Harry Reid, fa sapere di non essere a questo punto "in grado di proporre una controfferta" e si dice "non troppo, ma cautamente ottimista" sulla possibilità di raggiungere un accordo. "Siamo disposti - ha aggiunto - a fare difficili concessioni, come parte di un'intesa globale, ma non diremo sì a un taglio dei sussidi del Social Security come parte di un accordo a breve termine".

Reid rimane comunque in costante contatto con il presidente Barack Obama che oggi, in un'intervista alla Nbc, ha accusato i repubblicani di aver messo la già debole economia Usa ancora più a rischio. "Abbiamo parlato con i repubblicani fin da quando sono finite le elezioni, e "hanno avuto problemi a dire sì a una serie di ripetute offerte", ha dichiarato Obama, che poi ha ricordato i passi da lui fatti anche contro il suo stesso gruppo politico. "Sono stato così equo nei colloqui con i repubblicani - ha affermato - che ciò che ho ottenuto è stato far arrabbiare con me molti democratici".

Parole a cui non ha tardato a rispondere lo speaker della Camera John Boehner, secondo cui Obama si è dimostrato riluttante ad accettare qualunque cosa "gli richiedesse di tener testa al suo stesso partito". Duri anche i commenti di Don Stewart, portavoce del Mitch McConnell. "Mentre il presidente stava registrando queste discordanti dichiarazioni ieri - ha detto il portavoce - il senatore McConnell era nel suo ufficio a lavorare per portare repubblicani e democratici verso una soluzione comune".

E se l'esito dei negoziati rimane incerto, il cappellano del Senato Barry Black ha chiesto, in apertura di sessione, anche un aiuto divino. "Signore - ha detto Black - mostra loro la cosa giusta da fare e dai loro il coraggio di farla. Guarda con amore alla nostra nazione e salvaci dalle ferite autoinflitte".

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