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Usa-Cina, firmato accordo commerciale Fase 1. Trump esulta, Moody's: 'non risolve differenze chiave'

Laura Naka Antonelli

L'accordo commerciale sulla Fase 1 tra Stati Uniti e Cina, raggiunto alla metà di dicembre, è stato firmato dal presidente americano Donald Trump e dal vicepremier cinese Liu He ieri, 15 gennaio 2020, nella East Room della Casa Bianca. Euforia di Trump che, nell'apporre la firma, ha ringraziato il presidente cinese Xi Jinping, definendolo un suo "grande amico" e che ha parlato di un "accordo storico". Il presidente americano ha sottolineato che i dazi imposti contro la Cina saranno rimossi se la Fase 2 dell'accordo commerciale con la Cina sarà chiusa, indicando che le trattative per la Fase 2 inizieranno a breve e che potrebbe non essere necessaria una Fase 3 per migliorare le relazioni tra Usa e Cina. Pechino si impegna con l'intesa ad acquistare ulteriori prodotti e servizi Usa per un valore di 200 miliardi di dollari e a non lanciare svalutazioni competitive della sua moneta. Ancora, il prossimo 1° aprile permetterà il pieno controllo delle sue aziende da parte di società finanziarie straniere.

L'accordo non ha convinto Moody's, che ha affermato in una nota che, sebbene positiva, l'intesa non risolverà le divergenze più cruciali tra le controparti, e che, di conseguenza, "la fiducia delle imprese continuerà a essere zavorrata a livello globale". A suo avviso la crescita economica globale rimarrà debole, con quella dei Pil Usa e cinese che rallenterà rispettivamente a +1,7% e +5,8%, nel 2020.