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Utilities al vaglio dei broker: i titoli buy e quelli da evitare

Davide Pantaleo
 

Dopo la flessione di ieri le utilities stanno provando a riprendere quota in quest'ultima seduta della settimana, approfittando della buona intonazione del mercato in generale.
Non tutti i temi del comparto viaggiano però con il segno più, visto che resta indietro Terna (Amsterdam: TX6.AS - notizie) con un calo dello 0,2%, mentre Italgas si accontenta di un frazionale rialzo dello 0,08%, preceduto da Snam (Amsterdam: QE6.AS - notizie) ed Enel (Londra: 0NRE.L - notizie) che guadagnano lo 0,2% e lo 0,28%, ma riesce a fare meglio A2A (EUREX: 928195.EX - notizie) con un progresso dello 0,89%.
Tra i titoli a minore capitalizzazione Iren (Londra: 0MUN.L - notizie) ed Hera salgono dell'1,04% e dello 0,2%, mentre Acea mostra un lieve calo dello 0,06%.

Enel e A2A offrono una buona occasione d'acquisto

In queste ultime giornate i titoli del comparto sono stati oggetto di analisi da parte di varie banche d'affari. Non più tardi di oggi Banca IMI ha reiterato l'invito ad aggiungere in portafoglio Enel, con un prezzo obiettivo a 6,2 euro. La conferma arriva sulla scia della notizia relativa all'avvio dei lavori di costruzione del parco eolico di Salitrillos in Messico. Gli analisti ricordano che l'impianto si inserisce nell'investimento contemplato nel piano strategico di Enel ed è incluso negli obiettivi della società.

A puntare sulle azioni del colosso elettrico è anche Goldman Sachs (NYSE: GS-PB - notizie) che ad inizio settimana ha confermato Enel nella sua conviction buy list, con un target price  rivisto al rialzo da 6,2 a 6,3 euro.
La banca americana ha calcolato che il gruppo italiano nei prossimi tre anni potrebbe registrare un tasso composto medio annuo di crescita dell'utile per azione nell'ordine del 10%. Questo grazie ad una serie di fattori tra cui la crescita nelle rinnovabili e nelle reti, il risparmio dei costi, il rifinanziamento e gli utili crescenti della power generation.

Interessante tra le utilities anche A2A, almeno secondo le indicazioni di Banca IMI che suggerisce di aggiungere il titolo in portafoglio con un fair value a 1,8 euro.
Gli analisti ricordano che in occasione dell'Italian Equity Roadshow organizzato da Borsa Italiana il 15 e 16 gennaio a Londra, il management di A2A ha fornito rassicurazioni sul raggiungimento degli obiettivi del gruppo. Banca IMI fa sapere che apprezza l'outlook 2018 per la power generation e i potenziali sviluppi di nuova capacità nelle rinnovabili.

Bearish la strategia di UBS (Londra: 0QNR.L - notizie) su Snam e Terna

Ben diverso il discorso per Snam e Terna che proprio ieri sono stati oggetto di un report redatto da UBS, i cui analisti hanno peggiorato il giudizio su entrambi i titoli.
La raccomandazione è stata tagliata da "neutral" a "sell", con un prezzo obiettivo che scende da 3,9 a 3,7 euro per Snam e da 4,6 a 4,4 euro per Terna. Per quest'ultimo UBS parla di un rapporto rischio-rendimento non più allettante dopo la sovraperformance registrata dal titolo nel 2018 e in ragione del premio di quasi il 20% a cui tratta Terna.

Gli analisti hanno deciso inoltre di tagliare le stime sull'utile pe azione riferite al 2028, per tenere conto dell'outlook normativo più negativo nel lungo termine.
Snam invece ha incassato il downgrade della banca elvetica essendo considerata da quest'ultima l'utility più casa a livello europeo, con un premio del 22% rispetto ai competitors.

Le indicazioni su Acea, Iren ed Hera

Tra i titoli a minore capitalizzazione un'opportunità di acquisto è offerta da Acea, almeno secondo Kepler Cheuvreux che fissa un target price a 17 euro. Il broker evidenzia che il gruppo è tornato a focalizzarsi sulle attività regolate con il nuovo AD, segnalando come catalizzatori il consolidamento nell'idrico e il potenziale ingresso nel settore della distribuzione del gas.

A puntare su Hera è Banca Akros che dopo il piano industriale presentato dal gruppo di recente ha rinnovato l'invito ad acquistare, con un fair value ritoccato da 3 a 3,3 euro. Si sono mossi nella stessa direzione i colleghi di Mediobanca Securities, con un prezzo obiettivo alzato da 3,2 a 3,4 euro e un giudizio fermo ad "outperform".

Sempre Mediobanca scommette su Iren che al pari di Hera è destinato a sovraperformare il mercato, con un prezzo obiettivo a 2,6 euro. Un invito all'acquisto giunge da Equita SIM che nei giorni scorsi ha migliorato la valutazione del titolo da 2,9 a 3,1 euro.

Gli esperti segnalano che gli ultimi due mesi sono stati particolarmente favorevoli per Iren, grazie alla chiusura dell`acquisizione di Acam La Spezia,  alla nomina dell`autorità per il Waste, che favorirà l`aumento dei rendimenti oggi sussidiati del servizio della raccolta, alle condizioni meteo favorevoli che hanno spinto i consumi di gas e teleriscaldamento nonchè l`aumento dei prezzi elettrici agli stessi livelli del quarto trimestre 2016.
A ciò si aggiunga l'aggiudicazione di un nuovo contratto di fornitura per la pubblica amministrazione, che offre un contributo positivo di ulteriori 5 milioni di euro di Ebitda da quest'anno.

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