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Vacanze post-Covid, il 46% degli italiani rinuncia anche per problemi economici

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Vacanze post-Covid, il 46% degli italiani rinuncia anche per problemi economici
Vacanze post-Covid, il 46% degli italiani rinuncia anche per problemi economici

Il 54% degli italiani che partirà per le vacanze andrà soprattutto al mare, restando per lo più in Italia. La crisi economica pesa più dei timori del Covid nei consumi turistici

“La difficoltà economiche pesano più della paura del Covid nei consumi turistici degli italiani”. È quanto emerge da un’indagine di Demoskopika che fa il punto sulle prossime vacanze estive. Il 54% degli italiani è intenzionato a partire, mentre il restante 46% resterà a casa, soprattutto perché ha problemi a pagarsi il viaggio.

OLTRE LA METÀ IN VACANZA

Più della metà del campione intervistato, il 54% degli italiani, ha deciso di andare in vacanza nei prossime mesi o è già in vacanza. Ma la quota restante, un significativo 46%, avrebbe rinunciato alle ferie d’agosto, in primo luogo perché senza soldi. Si tratta di circa dieci milioni di italiani che hanno difficoltà economiche, in aumento del 9 per cento rispetto allo scorso mese di maggio.

TURISMO A DUE VOLTI

“Quest’anno sarà inevitabilmente caratterizzato da un turismo a due volti, uno speculare all’altro”, spiega il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio. “Da una parte, chi ha scelto di trascorrere una vacanza, principalmente in Italia, e, dall’altra, chi al contrario, fiaccato economicamente dall’emergenza pandemica vi ha già rinunciato”. È vero che il turismo italiano sta facendo registrare una graduale ripresa, ma “risulta fondamentale attenzionare le gravi ripercussioni sia sul tessuto produttivo, con la chiusura di quasi 100mila imprese, che l’infiltrazione economica della criminalità organizzata nel comparto che sul piano sociale con un incremento dei bisogni di liquidità dei cittadini e con ben 370mila famiglie in più in condizione di povertà relativa”, continua Rio. “In questa direzione, la politica deve avere il coraggio di fare scelte precise”.

SI RISCHIA “EFFETTO GAMBERO”

Il problema è anche la frammentazione delle competenze nella gestione del turismo che “rischia di generare un ‘effetto gambero’ su misure e interventi”, conclude il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio. “Questo dovrebbe essere l’argomento centrale attorno al quale promuovere gli Stati generali del turismo per il prossimo ottobre con l’obiettivo prioritario di costruire una strategia unica e condivisa, con associazioni e istituzioni ai vari livelli, capace di programmare la ripresa turistica con maggiore consapevolezza per il biennio 2022-2023”.

VACANZE IN ITALIA

Tra chi prepara le valigie, la maggioranza trascorrerà le vacanze in Italia (87%). Tra coloro che hanno scelto di andare all’estero (13%), l’11,1% resterà in Europa, mentre solo il 2,1% raggiungerà una meta internazionale. Il 31% ha già prenotato una vacanza, mentre il 17% ha intenzione di farlo nei prossimi mesi e solo il 6% si trova già a prendere il sole in villeggiatura.

L’IDENTIKIT DEL VACANZIERO

Qual è il turista tipo? In prevalenza i giovani sono più propensi alla vacanza (62%), rispetto agli adulti (59%) e agli over 65 (33%). I turisti più convinti risiedono al Sud e hanno un titolo di studio medio-alto. Solitamente si tratta di lavoratori dipendenti (dirigenti, quadri e impiegati), in quota sicuramente maggiore rispetto ai lavoratori autonomi. Quasi 6 italiani su 10 preferiscono il mare (58%), poi la montagna (15%), mentre il 10% visiterà una città d’arte e solo l’8% prenoterà in agriturismo.

CHI NON PARTE PER PROBLEMI ECONOMICI

Il 46% degli italiani non andrà in vacanza. Ma se andiamo ad analizzare i dati dell’indagine di Demoskopika, tra i motivi principali, oltre il Covid, saltano fuori le difficoltà economiche: il 17% del campione intervistato non potrà concedersi una vacanza proprio per questo. Solo il 5% ha deciso di non viaggiare per i timori legati alla pandemia. E il confronto con il mese di maggio aumenta i disagi legati alla situazione economica.

LA “PREOCCUPAZIONE ECONOMICA”

A maggio 2021, il 24% degli italiani aveva qualche remora a viaggiare per paura del Covid. Oggi il valore è diminuito sensibilmente (5%) ma sono, nel frattempo, peggiorate le condizioni economiche. Lo scorso mese di maggio solo l’8% dichiarava di dover rinunciare alle vacanze per motivi economici. Il valore oggi è aumentato di ben 9 punti percentuali. Chi deve dire addio alla villeggiatura? Principalmente chi possiede un titolo di studio basso. E, ancora, disoccupati e operai, gli anziani più dei giovani e, infine, chi risiede nelle regioni del Centro e del Nord ovest del Belpaese.

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