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Vaccini, anche Astrazeneca annuncia ritardi. Italia sempre più in difficoltà

Gianni Del Vecchio
·Condirettore
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Doreen Vickers, 83, waits as a health worker fills a syringe with a dose of the Oxford/AstraZeneca COVID-19 vaccine at the Appleton Village Pharmacy, amid the coronavirus disease (COVID-19) outbreak, in Widnes, Britain January 14, 2021. REUTERS/Jason Cairnduff     TPX IMAGES OF THE DAY (Photo: Jason Cairnduff / Reuters)
Doreen Vickers, 83, waits as a health worker fills a syringe with a dose of the Oxford/AstraZeneca COVID-19 vaccine at the Appleton Village Pharmacy, amid the coronavirus disease (COVID-19) outbreak, in Widnes, Britain January 14, 2021. REUTERS/Jason Cairnduff TPX IMAGES OF THE DAY (Photo: Jason Cairnduff / Reuters)

Brutte notizie per l’Italia sul fronte vaccinale. Anche Astrazeneca ha annunciato ritardi nella consegna del farmaco. «Significativi ammanchi», circa il 60 per cento di quanto concordato, quelli preannunciati dall’azienda farmaceutica alla commissione Ue ancor prima dell’approvazione del suo vaccino. Un’altra batosta per l’Italia che, a questo punto, dei 16 milioni di dosi attese per il primo trimestre potrebbe vederne arrivare meno di 7 milioni. Ancora una volta problemi all’impianto di produzione europeo, la causa del taglio delle consegne.

Il commissario Domenico Arcuri è sempre più in difficoltà visto che è già alle prese con le inadempienze di Pfizer. La riduzione del 20% della fornitura dei vaccini Pfizer non è una stima. È una triste certezza. Non mi servono le rassicurazioni, mi servono i vaccini”. Lo dice il commissario straordinario all’emergenza Covid in un’intervista alla Stampa, parlando del taglio delle forniture: “Ci sono molti modi di dimostrare gli inadempimenti. Certamente noi pensiamo che Pfizer al momento sia inadempiente. Stiamo lavorando con l’Avvocatura”; oggi “avrò una riunione molto puntuale con loro per concludere al più presto l’istruttoria”.

“Nelle ultime settimane abbiamo accusato ritardi che non comprendiamo - osserva - dobbiamo continuare a reclamare perché il diritto alla salute degli italiani non è un valore che si può negoziare. Stiamo combattendo una battaglia lunga e molto faticosa. I vaccini sono l’unico sistema per concludere questa battaglia. Stiamo chiedendo con forza alle aziende produttrici, in particolare una, che all’Italia arrivino tutti i vaccini che erano stati pianificati”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.