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Vaccini, De Gregorio (Gsk): "Contro superbatteri usarli di più e progettarne di nuovi"

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"I vaccini hanno un ruolo fondamentale nella lotta all'antibiotico-resistenza, perché una sola strategia medica non è più sufficiente: bisogna sicuramente sviluppare nuove classi di antibiotici per salvare la vita delle persone che contraggono queste infezioni. Ma da soli gli antibiotici non possono farcela: bisogna usare di più i vaccini esistenti e progettarne altri contro le infezioni resistenti". A dirlo all'Adnkronos Salute è Ennio De Gregorio, Head of R&D Center Italy Gsk Vaccines, oggi a Siena in occasione dell'evento 'How can vaccines combat Antimicrobial Resistance' organizzato al Gsk Vaccines Research Center, per la Settimana mondiale sulla consapevolezza antibiotica 2019. 

"Ciò che i vaccini hanno dalla loro parte - ha proseguito l'esperto - è la capacità di prevenire le infezioni e quindi di ridurre la circolazione di batteri che possono creare resistenze. In questo modo determinano una riduzione dell'uso degli antibiotici. Il loro impatto potrebbe potenzialmente essere superiore a quello dei medicinali antimicrobici. Inoltre, i batteri non sono in grado di sviluppare resistenza nei confronti dei vaccini, per un 'problema' tecnico e cioé per il fatto che il loro complesso sistema di protezione è difficile da evadere".  

"Per questo i vaccini funzionano per decine di anni e non si sono mai avuti casi di resistenza. E' chiaro che nemmeno i vaccini da soli possono farcela: vanno sviluppati nuovi antibiotici, nuovi test diagnostici, ma occorre anche puntare a questa importante arma di prevenzione". 

"Il centro Gsk a Siena - spiega - è un polo di eccellenza per lo sviluppo e la produzione di vaccini contro infezioni batteriche: basti pensare che qui è stato messo a punto il vaccino contro la meningite B. Tutta l'esperienza che abbiamo accumulato può essere utilizzata ora contro i batteri antibiotico-resistenti, perchè con le nostre piattaforme tecnologiche siamo in grado di mettere a punto prodotti efficaci. Abbiamo deciso di investire su questo, perchè abbiamo capito che il problema è grave ora e lo sarà ancora di più in futuro e vogliamo fare la nostra parte. Sono in corso, ad esempio, importanti progetti di vaccini contro Tbc (con un candidato in fase II che ha mostrato un'efficacia del 50%), Shigella, Clostridium difficile e salmonella".