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Vacondio (Federalimentare): alimentare, obiettivo 50 mld export

·3 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Roma, 31 ago. (askanews) - "Il raggiungimento dell'obiettivo dei 50 miliardi di export agroalimentare entro la fine del 2021 rappresenta un momento simbolico a cui voglio pensare come un nuovo punto di partenza anziché un punto di arrivo: i cambiamenti e la ripresa che stiamo vivendo, infatti, sono tutti segnali che è in atto una fase di transizione che ci porterà verso un nuovo paradigma economico e sociale e il food&beverage ha tutte le carte in regola per essere tra i protagonisti di questa nuova era". Così Ivano Vacondio ha esordito all'assemblea di Federalimentare, "Made in Italy alimentare: la ripartenza comincia da qui", che si è tenuta oggi nella giornata inaugurale di Cibus.

"Da un lato, il settore alimentare ha subito dei rallentamenti - ha ricordato Vacondio - i 50 miliardi di export, ad esempio, erano un obiettivo del 2020, ma dall'altro ha fatto fronte in pochissimo tempo a cambiamenti epocali, tenendo duro durante la fase più critica della pandemia e rivelando la sua strategicità prima, dando risposte nuove a nuovi tipi di consumatori. Pur con tutti i cambiamenti in atto - ha sottolineato il presidente di Federalimentare - la nostra industria ha già ripreso a crescere, come testimoniano i numeri".

Se le esportazioni rappresentano senza dubbio il fiore all'occhiello del settore con tassi espansivi a due cifre, tali da poter far registrare a consuntivo 2021 un passo leggermente superiore al 10% e raggiungere la quota di 40 miliardi che, sommati all'export primario, porteranno quasi sicuramente l'export complessivo sulla soglia dei 50 miliardi, anche la produzione alimentare non sarà da meno e potrebbe chiudere l'anno con un tasso espansivo attorno al 6,5%. Il fatturato, spinto anche dai prezzi alla produzione, potrebbe arrivare attorno a quota 154 miliardi, con un incremento dell'8%. Una menzione anche alle produzioni a indicazione geografica garantita, il cui valore si può stimare ormai attorno ai 17 miliardi di euro. La loro crescita negli ultimi anni è stata costantemente superiore a quella del settore alimentare aggregato e oggi esse incidono per oltre l'11% sul fatturato dell'industria alimentare.

"È su queste basi solide - ha continuato Vacondio - che voglio inaugurare una nuova stagione per l'industria alimentare, andando incontro alle nuove sfide, cogliendo le opportunità future ma restando sempre pronti a fronteggiare le minacce che incombono sulle nostre eccellenze".

Alla questione dell'export è legata la grande sfida del commercio internazionale che, per l'industria alimentare, rappresenta senza dubbio una grande opportunità: "Poiché i consumi interni sono da anni ormai stagnanti, dobbiamo puntare sulle esportazioni molto più di quanto già facciamo. Con questo mi riferisco all'indispensabilità degli accordi di libero scambio. Dobbiamo continuare e tutelare quelli già atto, come quello con la Cina o quello sulla Brexit, ma spingerci anche verso economie emergenti, dove i nostri prodotti possono conquistare grandi fette di mercato con fortissime spinte espansive, come dimostrano i numeri: secondo gli ultimi dati export, il food&beverage è cresciuto a due cifre in Vietnam (+37,3%), in Malaysia (+36,6%) e in Corea (+52,4%). In questo senso, il patto per l'export e la cabina di regia per l'internazionalizzazione rappresentano senza dubbio due segnali positivi" ha commentato Vacondio.

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