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Valoritalia: imbottigliato certificato sfiora 10 miliardi in 2021

Image from askanews web site
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Roma, 28 giu. (askanews) - Sfiora i 10 miliardi di euro il valore complessivo dell'imbottigliato certificato da Valoritalia nel 2021. L'edizione 2022 dell'Annual Report di Valoritalia è stata presentata oggi a Roma, con i dati emersi dai processi di certificazione di 218 denominazioni di origine italiane.

Nonostante gli anni difficili, con previsioni talvolta catastrofiche, le vendite crescono in doppia cifra (+ 12%) e non soltanto grazie alle impennate delle vendite online. "Un bilancio per molti versi sorprendente - ha sottolineato Francesco Liantonio, presidente Valoritalia - se si tiene conto di quanto è accaduto nell'ultimo triennio. Le nostre Denominazioni di Origine hanno ottenuto una performance straordinaria, registrando una crescita record, frutto della capacità mostrata dalle nostre imprese di cogliere ogni opportunità, coprire ogni spazio, gestire al meglio il proprio potenziale, ottimizzare risorse e relazioni".

A fare da locomotiva rimane il nordest, con il Pinot Grigio delle Venezie e il cosiddetto "Sistema Prosecco" (che comprende la DOC Prosecco e le DOCG del Conegliano-Valdobbiadene e dell'Asolo), con una crescita complessiva che nel biennio 2020-2021 ha toccato il 22,7%, per un totale di poco inferiore al miliardo di bottiglie. Ma di tutto rilievo anche le impennate di altre prestigiose denominazioni, come Brunello di Montalcino (+40%), Barolo (+27%), Gavi (+23%), Franciacorta (+12%), Chianti Classico (+11%), Nobile di Montepulciano (+10%).

Oggi Valoritalia, spiega il direttore generale di Valoritalia Giuseppe Liberatore, certifica quasi 20 milioni di ettolitri, equivalenti al 56% della produzione nazionale di tutte le DO, per un totale di quasi 2,1 miliardi di bottiglie

L'indagine Nomisma di quest'anno ha infine riservato un spazio al confronto tra consumatori italiani e tedeschi. Una scelta non casuale, tenendo conto del fatto che quello teutonico rimane, dopo quello statunitense, il principale mercato di riferimento per i nostri vini, con un valore dell'export che nel 2021 ha raggiunto gli 1,1 miliardi di euro. In Germania le nostre etichette battono quelle francesi nella frequenza di consumo (il 64% dei tedeschi ha bevuto almeno un vino italiano negli ultimi 12 mesi), mentre ci piazziamo alle spalle dei cugini d'oltralpe nel challenge sulla percezione della qualità.

Dall'indagine emerge anche che in entrambi i Paesi a indirizzare le scelte dei consumatori sono elementi come la notorietà del brand, il marchio biologico e la certificazione della sostenibilità, con una spiccata sensibilità nei confronti di metodi di produzione rispettosi delle risorse ambientali, origine e tracciabilità della filiera. Infine non mancano, in Germania come in Italia, i consumatori più sensibili, che puntano i riflettori sulla responsabilità sociale ed economica dell'azienda.

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