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Valute, debito emergente e nuovi asset green per il portafoglio obbligazionario

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Valute, debito emergente e nuovi asset green per il portafoglio obbligazionario
Valute, debito emergente e nuovi asset green per il portafoglio obbligazionario

Il dollaro USA, quello canadese e la sterlina britannica continuano a rafforzarsi ma il debito emergente in valuta forte potrebbe rendere il 5% nel prossimo anno. Focus su MBS, innovazione d’impatto e quote di carbonio

FOCUS SU DOLLARO USA, STERLINA BRITANNICA E DOLLARO CANADESE

Finché la pandemia influenzerà i rendimenti obbligazionari e ritarderà la riapertura dell’economia, il contesto resterà sfidante. Lo sottolinea nell’articolo “Schroders: la pandemia potrebbe continuare a impattare sui mercati” Tina Fong, Strategist di Schroders. “Dollaro Usa, sterlina britannica e dollaro canadese sono tra le valute vincenti di quest’anno: hanno sicuramente beneficiato dei pacchetti fiscali e delle aspettative sulla politica monetaria ma sono le monete di Paesi con elevati tassi di vaccinazione”, fa sapere Fong. Al contrario, segnala la manager, yen giapponese e baht thailandese hanno registrato performance inferiori alla media, con downgrade sulle aspettative di crescita e bassi tassi di vaccinazione. Si dovranno fare i conti con la variante Delta che ha portato a una terza ondata anche in Paesi con un alto tasso di vaccinazioni, innescando nuove preoccupazioni per la ripresa globale. “La variante Delta e l’emergere di nuove varianti potrebbero ancora rappresentare un rischio di downside per l’economia e i mercati”, conclude la Strategist di Schroders.

IL DEBITO EMERGENTE IN VALUTA FORTE PUO’ RENDERE IL 5%

Il debito emergente in valuta forte costituisce una interessante fonte di rendimento per il prossimo anno. Ne è convinta Diliana Deltcheva, Head of Emerging Market Debt di Candriam, secondo la quale dovrebbe essere possibile spuntare un risultato di circa il 5%, con una sovraperformance degli emittenti high yield rispetto a quelli investment grade. “Gli emittenti high yield – specifica Deltcheva nell’articolo “Candriam: “Il debito emergente in valuta forte può offrire il 5% per il prossimo anno”– garantiscono ancora circa 50-100 punti base al di sopra dei livelli storici e, inoltre, risultano meno influenzati dagli aumenti dei tassi core rispetto agli investment grade”. All’interno del debito emergente ad alto rendimento la manager di Candriam predilige gli emittenti che possono vantare una fase positiva di riforme strutturali, tendenze di sostenibilità del debito e fondamentali stabili: caratteristiche che dovrebbero tradursi in una compressione dei premi di rischio nel medio termine.

FOCUS SUGLI MBS

“Nel recente rally dei Treasury (tra maggio e la settimana scorsa), l’apprezzamento degli MBS è risultato circa la metà rispetto ai Treasury. Ne abbiamo approfittato in chiave tattica vendendo Treasury per acquistare MBS, ritenendo possibile un’inversione parziale causata da una flessione dei tassi. Nel caso di un allargamento degli spread riconducibile al tapering, procederemo probabilmente con ulteriori acquisti” sottolinea, nell’articolo “Ecco come trasformare il tapering della Fed da rischio ad opportunità”, Brad Tank, CIO Fixed Income di Neuberger Berman. Gli MBS passthrough di agenzia (i titoli garantiti da ipoteca con la struttura finanziaria più semplice) sono un asset fondamentale nella maggior parte dei portafogli obbligazionari investment grade e multisettoriali di Neuberger Berman. “Al momento l’esposizione è un po’ al di sotto delle loro medie di lungo periodo ma, non appena si conoscerà l’exit strategy della Fed, questo importante mercato dovrebbe riuscire a recuperare valore. Ecco perché sosteniamo che invece di temere il tapering sia consigliato usarlo a proprio vantaggio”, rivela il Chief Investment Officer – Fixed Income di Neuberger Berman.

LE AZIENDE ATTIVE NELL’INNOVAZIONE D’IMPATTO

Le cosiddette “innovazioni d’impatto” sono le tecnologie che riducono gli effetti negativi dell’industrializzazione. Secondo Robeco, le aziende con queste attitudini contribuiscono a riciclare i rifiuti, ad abbattere le emissioni di gas serra e ad utilizzare la biomassa per creare materiali e prodotti che non gravano sull’ambiente. “Dal punto di vista degli investitori, le opportunità di investimento sono da ricercare nelle aziende che contribuiscono a creare soluzioni che non solo rendono la produzione più snella, ma permettono anche ai settori produttivi di definire un ambiente operativo in cui l’attribuzione di un prezzo all’inquinamento e l’azzeramento delle emissioni nette siano i nuovi standard” spiega nell’articolo “Perché adesso gli investitori guardano alle aziende con innovazioni d’impatto”, Pieter Busscher, Senior Portfolio Manager – RobecoSAM Smart Materials Strategy di Robeco.

LE QUOTE DI CARBONIO COME NUOVO ASSET GREEN

“A medio termine, in parallelo alla determinazione a raggiungere gli obiettivi nel contrasto al climate change da parte della Ue e la percezione crescente dell’emergenza legata alla lotta contro il cambiamento climatico, indicano che i prezzi delle quote EUA potrebbero aumentare fino a raggiungere il costo marginale di abbattimento delle emissioni, così da rendere necessaria la decarbonizzazione”, puntualizza, nell’articolo “Perché cresce l’interesse per le quote di carbonio come nuovo asset green”, Koen Straetmans, Senior Strategist Multi-Asset, NN Investment Partners (NN IP). Dal punto di vista degli investitori, è importante considerare che i costi marginali di abbattimento delle emissioni possono essere considerati come prezzi “fair value” delle quote EUA: se si posizionano al di sopra di tali soglie rendono interessanti le tecnologie di decarbonizzazione. “Le quote sulle emissioni di carbonio rappresentano un nuovo asset in fase di rapido sviluppo e la nostra view sulla loro connotazione ‘green’ e sul prezzo è positiva. Siamo, inoltre, tra le prime società di gestione a integrare le quote sulle emissioni di carbonio nel proprio posizionamento standard multi-asset”, conclude il Senior Strategist Multi-Asset, NN Investment Partners.

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