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Variante Omicron, Cina elogia Sudafrica

·3 minuto per la lettura

"La Cina apprezza il fatto che il Sudafrica abbia condiviso tempestivamente con il mondo le informazioni scoperte sulla nuova variante" Omicron del Covid-19 nel mezzo di una pandemia che "è un nemico comune di tutta l'umanità". Parola del portavoce della diplomazia cinese, Zhao Lijian, secondo la trascrizione delle dichiarazioni alla stampa diffusa dal ministero degli Esteri di Pechino.

Il gigante asiatico, finito sotto accusa per l'iniziale gestione dell'emergenza coronavirus e la mancanza di trasparenza, insiste sulla "scienza per combattere il virus" e ribadisce di essere pronto a "lavorare in solidarietà con la comunità internazionale" per "sconfiggere" il Covid-19.

Zhao ha detto di credere che in vista dei Giochi olimpici invernali del prossimo febbraio a Pechino con la variante Omicron "ci saranno alcune sfide a livello di misure di prevenzione e controllo", ma ha anche aggiunto che "l'esperienza" della Cina "nell'affrontare il virus" lo rende fiducioso sulla riuscita dell'appuntamento, "come programmato".

WASHINGTON POST - La Cina, rileva il Washington Post, celebra la sua decisione di attenersi a limitazioni ferree sui viaggi internazionali nel quadro della strategia "zero Covid". Proprio stamani un portavoce del ministero degli Esteri cinese, citato dal Global Times, ha riconosciuto la nuova sfida rappresentata dalla variante Omicron per l'organizzazione dei Giochi olimpici invernali in programma per il prossimo febbraio a Pechino, ribandendo al contempo la fiducia sulla riuscita dell'appuntamento per "l'esperienza" della Cina "nell'affrontare il coronavirus".

Secondo il Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc), ha riportato l'agenzia ufficiale Xinhua, non sono per ora stati riscontrati casi della variante Omicron nella Cina continentale, anche se la nuova variante è arrivata a Hong Kong. Prima della sua scoperta, la tolleranza zero di Pechino nei confronti del Covid-19 ha fatto della Cina un'eccezione mentre il resto del mondo gradualmente 'riapriva'. Ora, scrive il Post, mentre molti Paesi invertono la rotta e rafforzano le restrizioni ai confini, i funzionari cinesi rivendicano di aver avuto ragione, restano fermi sulle loro posizioni e ieri una dichiarazione della Commissione sanitaria nazionale sulla variante Omicron ha confermato come funzioni ancora l'approccio della Cina.

Il giornale ricorda il dibattito aperto nei mesi scorsi tra gli esperti cinesi all'arrivo della variante Delta sull'opportunità di abbandonare la strategia "zero Covid" per passare a una di mitigazione in modo da evitare ripercussioni a livello economico e sociale. Ma l'approccio non va cambiato secondo uno studio diffuso la scorsa settimana dal Cdc e riportato dal Post, in base al quale una strategia di mitigazione del contagio porterebbe a un picco di casi gravi superiore ai dati di inizio 2020 nell'arco di uno o due giorni e avrebbe un "impatto devastante sul sistema sanitario in Cina", provocando un "enorme disastro", quindi "per il momento non siamo pronti a strategie di 'apertura'".

E domenica, in occasione di una conferenza organizzata dalla rivista Caijing, l'epidemiologo del Cdc Wu Zunyou ha sostenuto che la Cina, rifiutando l'idea di un approccio più flessibile, sia riuscita a evitare fino a 260 milioni di contagi e tre milioni di decessi e che per questo le rigide regole sulla quarantena all'ingresso in Cina, la politica 'tolleranza zero' sul Covid servano almeno fino a tutto l'inverno o alla primavera.

Non solo la salute. Per alcuni commentatori cinesi, conclude il Post, avere ragione sulla politica sul Covid è più di una vittoria in nome della salute, è una questione di sistemi politici in competizione e la variante Omicron "serve solo a rafforzare le rivendicazioni di propaganda sulla superiorità del Partito comunista cinese". "Con cattiveria i media occidentali hanno diffamato la politica di 'azzeramento dinamico' della Cina, credendo che il prezzo di questo approccio fosse troppo alto e non sostenibile. Questo punto di vista è assolutamente sbagliato", secondo un editoriale del Quotidiano del popolo, rilanciato dal giornale americano, in cui l'autore - Zhou Xinfa dell'Accademia cinese di scienze sociali - non dimentica un riferimento alle "differenze nei sistemi di governo" tra il gigante asiatico e l'Occidente.

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