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“Ve la diamo gratis”. Polemica in Salento per un manifesto. "Pubblicità sessista"

Silvia Renda
·Collaboratrice Social News
·2 minuto per la lettura
(Photo: Pubblicità)
(Photo: Pubblicità)

Il doppio senso non è di difficile intuizione. “Ve la diamo gratis” recita a grandi lettere lo slogan di un cartellone pubblicitario nel quale appare una donna vestita in succinti abiti da cameriera. A caratteri più piccoli, la precisazione: a essere gratuita per un mese è la pulizia o la sanificazione di diversi ambienti, dai condomini ai magazzini. Il manifesto ha fatto infuriare molte persone, compreso il sindaco del comune di Lizzanello, in provincia di Lecce, dove è apparso.

“Una pubblicità sessista oggi ha disturbato la consueta quiete che contraddistingue le domeniche pomeriggio della nostra comunità” ha dichiarato il sindaco Fulvio Pedone “Un bizzarro richiamo alla donna, come archetipo retrogrado di genere sottomesso. Di fatto, un errore ha richiamato Lizzanello quale località di appartenenza della società che ha sfruttato lo slogan sessista per il proprio business. Lizzanello ne è solo la sede legale, la compagine, per fortuna, è altrove. Ad ogni modo Lizzanello e Merine non si tirano indietro e saranno sempre presenti per parteggiare contro le ingiustizie e combattere per una buona causa e questa di certo lo è”.

Si difende l’ideatore del cartellone, come riporta Repubblica:

“Non volevamo in alcun modo lanciare un simile messaggio - spiega il responsabile legale dell’azienda - la locandina è stata realizzata dall’azienda che gestisce l’immagine della ditta che ha scelto uno slogan solo un po’ diverso ma mai e poi mai possiamo essere tacciati di sessismo. Peraltro l′80 per cento del nostro personale è composto da donne. A ogni modo dispiace dover constatare insulti e cattiverie. In un mondo civile non è questo il modo di manifestare il proprio dissenso e per dimostrare la nostra buona fede ci scuseremo con una lettera che sta preparando il nostro legale Andrea Maggiulli chia...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.