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Venerdì nero per Piazza Affari, tonfo delle banche

(Adnkronos) - Chiusura di settimana da incubo per il listino di Piazza Affari, spinto al tappeto da un doppio colpo da ko: prima l’esito del meeting della Bce di ieri, in cui è stata chiara la vittoria dei “falchi” a scapito di quei membri del board a favore di misure per calmierare l’allargamento degli spread sovrani, e poi dalle indicazioni arrivate dall’inflazione Usa.

Nel mese di maggio l’indice dei prezzi al consumo Usa ha fatto segnare un +1% mensile, che si confronta con il +0,3% della precedente rilevazione ed il +0,7% stimato dagli analisti. Massimo dal 1981 per il dato annuo, passato dall’8,3 al 8,6 per cento (consenso 8,3%). A livello di indice “core”, quello calcolato al netto delle componenti più volatili, l’inflazione mensile ha segnato un +0,6% (stime a +0,5%).

Le preoccupazioni legate all’andamento dei rendimenti dei titoli di Stato, lo spread oggi è salito del 4% a 225 punti base, hanno travolto il comparto bancario: Banco Bpm ha perso il 12,05%, Unicredit il 9,1% ed Intesa Sanpaolo il 7,38%.

Bper Banca ha perso il 12,92% nel giorno della presentazione del piano: al 2025 la banca modenese ha detto di attendersi un utile netto di 800 milioni e ricavi per 4,37 miliardi. Nell’arco del piano, l’istituto intende distribuire dividendi per 1 miliardo di euro.

Questa mattina il Ministero dell’Economia ha collocato Bot a un anno per 6,5 miliardi con un rendimento che ha fatto segnare il livello maggiore da ottobre 2018 attestandosi allo 0,893%, +77 centesimi rispetto all'asta precedente.

Sul Ftse Mib, che ha chiuso la seduta a 22.547,48 punti (-5,17%), giornata decisamente negativa anche per altri big del calibro di Enel (-4,33%), Eni (-5,6%) e Stellantis (-5,25%). (in collaborazione con Money.it)

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