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Venezia affonda, Conte: "Mose pronto entro il 2021". Ma è polemica

Maltempo, il Presidente Conte a Venezia (Foto Filippo Attili/Palazzo Chigi/LaPresse)

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è recato a Venezia, città devastata dal maltempo e dall’acqua alta che ha raggiunto livelli record (187 centimetri, secondo soltanto ai 194 centimetri raggiunti con l’alluvione del 1966). I danni sono incalcolabili, si parla di centinaia di milioni di euro. La splendida laguna è oggi irriconoscibile. Oltre 400 gli interventi dei vigili del fuoco, due le vittime.

Stato di emergenza

"Nel pomeriggio di giovedì 14 novembre rientrerò a Roma per un Consiglio dei Ministri durante il quale prenderemo in carico la richiesta di stato di emergenza. Adotteremo un decreto per stanziare i primi fondi - ha dichiarato il premier - Il disastro che ha colpito Venezia è un colpo al cuore del nostro Paese. Fa male vedere la città così danneggiata, il suo patrimonio artistico compromesso, le sue attività commerciali in ginocchio. Alle autorità e alle istituzioni locali che ho incontrato ho dato un segnale chiaro: il governo c'è. È vicino a Venezia e ai veneziani".

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Conte: “Indennizzi a esercenti e privati”

Il premier ha trascorso la notte in città e, nella mattinata di giovedì, ha partecipato a un'altra riunione operativa in Prefettura (con il ministro dei Trasporti Paola De Micheli, il Governatore Luca Zaia e il sindaco Luigi Brugnaro), per constatare i danni reali provocati dal maltempo e predisporre le prime soluzioni.

E proprio a proposito di danni e cifre, Conte ha detto che vi saranno due fasi per i risarcimenti: “La prima ci consentirà di indennizzare i privati e gli esercenti commerciali sino ad un limite per i primi di 5mila euro e per i secondi di 20mila euro". Il premier ha anche assicurato che i soldi "potranno arrivare subito per ristorare i danni. Poi, per chi ha danni più consistenti - ha aggiunto - ovviamente li quantificheremo con più calma e dietro istruttoria tecnica potranno essere liquidati". Posticipata di un mese, inoltre, la scadenza della quarta rata della Tari, prevista per il 16 novembre, per tutti i cittadini e le imprese dell'intero comune.

Di Maio: Mose è nato vecchio ma va terminato

Luigi Di Maio ha sottolineato che l'Italia e Venezia stanno "vivendo ore drammatiche". "Questo è il momento di stare vicino ai veneti, - ha detto il leader del M5s - ma non possiamo far finta di non vedere che qualcuno ha delle colpe e chi ce le ha deve pagare. Non possono essere sempre i cittadini a pagare il conto degli errori politici". Opere come il Mose, ha detto, sono "nate vecchie e infarcite di tangenti e corruzione" ma "ora, benché non sia la migliore soluzione possibile, va terminata al più presto per proteggere Venezia subito".

Comitatone il 26 novembre

“il 26 novembre convocherò anche il Comitatone interministeriale per la salvaguardia di Venezia, - ha detto Conte - per accelerare la soluzione strutturale dei problemi legati alla manutenzione straordinaria delle barriere e degli impianti idraulici. Concorderemo una governance che possa gestire in modo efficiente tutte le criticità che si trascinano da anni”.

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“Mose? Nel 2021”

Intanto non si placano le polemiche sul Mose, il sistema di paratie progettato negli anni Ottanta per proteggere Venezia dall’acqua alta, i cui lavori sono iniziati nel 2003 e che avrebbe dovuto essere pronto tre anni fa. La mareggiata e il conseguente disastro in città delle ultime 48 ore ha riacceso le proteste sui ritardi legati alle maxi inchieste per corruzione.

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“Sono stati spesi molti soldi per questo progetto. Siamo in dirittura finale, al 93% dell'opera, ma non dobbiamo prendere in giro i cittadini dicendo che completeremo il Mose l'anno prossimo - ha precisato Giuseppe Conte, dopo la visita alla Basilica di San Marco e a Palazzo Ducale e dopo l’incontro con alcuni commercianti locali - Il Mose sarà verosimilmente completato nella primavera del 2021. Il commissario straordinario dell’opera è già stato designato”. Si tratta di Elisabetta Spitz, ex direttore dell'Agenzia del Demanio.

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"Ci sono stati forti rallentamenti sul progetto che oggi però è compiuto al 93%. Mancano gli ultimi 400 milioni. Sono stati appostati dal governo, non sono fermi per motivi burocratici. Non c'è niente di fermo, i lavori stanno andando avanti - ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli - L'obiettivo è di completarlo entro il 2021: spero però che ci siano utilizzi parziali anche prima. Superata la fase di emergenza, ci dobbiamo preparare alla gestione, perché la gestione avrà forti costi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Sarà uno degli argomenti che affronteremo con le istituzioni locali".

Moretti (Pd): “Nel 2003 Zaia e Galan esultavano per il Mose”

"In questa foto ci sono Galan e Zaia che esultano per il lancio del Mose: Il progetto nasce col governo Berlusconi nel 2003. Sono passati 16 anni e sono stati spesi 5,5 miliardi di euro. La diga è una cattedrale di ruggine sotto la laguna di Venezia. Questo è il buongoverno della destra”, ha tuonato su Twitter l'eurodeputata del Pd Alessandra Moretti, postando uno scatto dei due politici veneti, ritratti mentre fanno il segno della "vittoria".

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"Ci saranno altri picchi e altri danni"

Dopo una notte di tregua, a Venezia torna la paura. Il livello dell'acqua salirà nuovamente. Nella tarda mattinata sono infatti previsti 125-130 centimetri, come rende noto il comune. Venerdì, altro picco di circa 140 centimetri previsto alle 11.20. Il rischio è che le zone più basse del capoluogo veneto, come San Marco, siano nuovamente allagate.

"Non siamo ancora usciti dall’emergenza - ha spiegato Emanuela Carpani, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Comune di Venezia e della Laguna - Si prevedono altri picchi nei prossimi giorni. Avremo ancora ore di alta marea che comporterà ulteriori danni. Le fasi dei sopralluoghi partiranno non appena si esaurirà questo fenomeno anomalo. Ieri abbiamo fatto una prima ricognizione esclusivamente per quanto riguarda il patrimonio demaniale e in buona parte hanno avuto tutti danni ai piani terra. Per fortuna non ci sono stati danni al patrimonio delle collezioni museali, archivistiche e librarie. Stiamo raccogliendo una prima stima".

"I danni dell’acqua salata non sono immediatamente visibili. Nel momento in cui la marea passa e l’acqua si ritira - ha aggiunto la Carpani - si fanno palesi con il tempo perché il sale presente nell’acqua marina si infiltra nelle porosità dei materiali: mattoni, malte, marmi, rivestimenti, intonaci e quando il clima è più secco il sale cristallizza, aumentando di volume e diventando un elemento disgregante all’interno delle porosità dei materiali". 

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