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Venezia, si apre la Biennale Danza: il ritorno dei corpi

·3 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Milano, 24 lug. (askanews) - Tutto quello che si può fare con la danza e attraverso la danza oggi. Al suo primo anno di direzione, Wayne McGregor illumina con il 15esimo Festival Internazionale di Danza Contemporanea che si apre oggi 23 luglio, la complessità, l'ampiezza, la "trasformabilità" di una disciplina in continuo rinnovamento e che, in dialogo con il pensiero più avanzato, concorre agli sviluppi dell'arte contemporanea.

La mappa della Biennale Danza 2021, intitolata "First Sense", si articola in sette passi/tempi: gli spettacoli dal vivo con coreografi e compagnie da tutto il mondo, le installazioni all'insegna del multilinguismo, le nuove energie di Biennale College, la ricca produzione di opere filmate sulla e con la danza, le collaborazioni fra discipline in seno alla stessa Biennale, le conversazioni con gli artisti e le commissioni di nuova danza. 10 giorni di attività con oltre 100 artisti, tutte prime per l'Italia, due prime mondiali e una prima europea.

Oggi sono stati anche assegnati i premi della Biennale: è stata la carismatica danzatrice e coreografa franco-senegalese Germaine Acogny, nota in tutto il mondo come "la madre della danza contemporanea africana" a ricevere il Leone d'Oro alla carriera per la Danza 2021. Germaine Acogny "è un'artista di altissima qualità e massima integrità - recita la motivazione. Il suo contributo alla formazione nella danza e nella coreografia dei giovani dell'Africa occidentale e l'ampia diffusione del suo lavoro nel Paese d'origine e nel mondo hanno fatto di lei una delle voci autonome che più hanno inciso sullo sviluppo dell'arte della danza. La Acogny crede nel potere della danza di cambiare la vita delle persone e si è sempre impegnata a condividere la sua passione come atto di trasformazione e di rigenerazione".

Alla danzatrice e coreografa nord-irlandese Oona Doherty, voce graffiante e potente della scena europea, è tributato invece il Leone d'Argento. "La forza propositiva e l'originalità del suo lavoro - ha detto Cicutto - sono di grande stimolo per La Biennale. Oona Doherty è davvero un'artista poliedrica: potrebbe essere premiata in tutti i nostri Settori". "Questo premio - ha aggiunto il direttore McGregor - ci ricorda che non c'è un solo modo per diventare grandi artisti. L'arte è in mezzo a noi".

Il festival di danza vuole essere, sempre nelle parole del presidente Cicutto, l'occasione per una "vera rivincita sul distanziamento, che ci fa ritrovare persone non più mutilate nei gesti, congiungendo corpi e non più solo sguardi".

"Oggi - ha aggiunto McGregor nel presentare la sua Biennale Danza - siamo desiderosi di riconnetterci con il mondo attraverso e con la nostra fisicità e ci sentiamo più che mai esaltati da un ritorno a una piena esistenza corporea. La danza è la più grande forma d'arte del First Sense ed è pronta a ispirare un revival spettacolare. Questa Biennale aspira a toccarvi, a commuovervi, sia emotivamente sia fisicamente".

Tra spettacoli, installazioni, i college, questa nuova Biennale Danza sembra avere, ancora una volta, tutte le potenzialità per offrire un'esperienza di arte totalizzante e di straordinaria intensità, nel solco di quella relazione inscindibile tra tutte le discipline, cara anche al curatore della Biennale Architettura, attualmente in corso, Hashim Sarkis. "L'architettura - ha detto ad askanews - crea gli spazi per le altre arti, e fin dalla mia nomina ho voluto dialogare con gli altri direttori per dare spazio alle diverse risposte che ciascuna disciplina offre alle varie situazioni di crisi che stiamo vivendo". Nello specifico le performance della Biennale Danza invaderanno anche la Mostra di architettura, nella sezione dedicata ai corpi. "Non ho idea di cosa succederà - ha aggiunto Sarkis - e non vedo l'ora di vederle".

Quello di cui abbiamo idea, in modo sempre più chiaro, è la vocazione sempre più ambiziosa della Biennale di Venezia, istituzione che ha saputo gestire l'eredità di Paolo Baratta nel senso di una crescita di rilevanza, di contenuto e di consapevolezza che rende sempre più imprescindibile, per chi ragiona di cultura, il confronto con questi luoghi e questi progetti.

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