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Verdure contaminate, in Italia già il terzo richiamo

C’è un problema Listeria e per la terza volta in Italia vengono richiamate diverse verdure surgelate a rischio contaminazione. (Credits – Getty Images)

C’è un problema Listeria e per la terza volta in Italia vengono richiamate diverse verdure surgelate a rischio contaminazione. E, ancora una volta, le verdure proverrebbero per la maggior parte dall’Ungheria.

A lanciare il primo allarme è stato il caso dei giorni scorsi, in cui un minestrone Findus in diversi formati era stato tolto dagli scaffali per il rischio che i fagiolini contenessero il batterio Listeria. Ora, però, sono i prodotti di altre due aziende a essere a rischio e a essere state ritirate dal mercato.

Il primo caso è quello delle verdure miste a marchio Pinguin e a contenere il batterio è il mais. Pinguin è un marchio dell’azienda belga Greenyard, ma il lotto ritirato con sigla W171583 8G è stato prodotto nello stabilimento di Baja, nell’Ungheria meridionale. Richiamate anche le verdure surgelate a marchio Freshona, in vendita nella catena Lidl, ma solo in Sicilia. I due prodotti, provenienti dal Belgio, sono il mais surgelato  e un mix di verdure surgelate a base di carote, fagiolini, piselli, mais.

In una nota sul sito del Ministero, il ministro Grillo dichiara che “continuo a seguire con attenzione la vicenda del batterio Listeria. Il ministero ha subito attivato anche i Nas, che stanno compiendo ispezioni a campione.  Presto conto di avere un quadro esauriente della situazione”. I richiami fanno seguito a una segnalazione di allerta europea proveniente dall’Ungheria, relativa alla presenza di Listeria  monocytogenes in vegetali surgelati. La Listeria è un batterio resistente alle basse temperature e provoca tossinfezioni alimentari. Comunque  viene inattivato con la cottura. Al momento non risultano focolai di infezione in Italia e i richiami dei prodotti sono effettuati in via precauzionale.

Listeria monocytogenes, responsabile della listeriosi, è un batterio ubiquitario, che può essere  presente nel suolo, nell’acqua e nella vegetazione e può contaminare diversi alimenti (latte, verdura, formaggi molli, carni poco cotte, insaccati poco stagionati…). La principale via di trasmissione per l’uomo è quella alimentare. Bambini e adulti sani possono essere occasionalmente infettati, ma raramente sviluppano una malattia grave. La malattia è più grave in soggetti debilitati, immunodepressi e nelle donne in gravidanza. La gravità della sintomatologia varia sensibilmente in funzione della dose infettante e dello stato di salute dell’individuo colpito. Si va da forme simil-influenzali o gastroenteriche, accompagnate a volte da febbre elevata fino, nei soggetti a rischio, a forme setticemiche, meningiti o aborto.