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Verso il migliore dei mondi possibili per il credito?

Redazione
·3 minuto per la lettura
Verso il migliore dei mondi possibili per il credito?
Verso il migliore dei mondi possibili per il credito?

Con fondamentali e valutazioni favorevoli e un quadro tecnico molto propizio, per AllianceBernstein il credito globale potrebbe trovarsi nella situazione ideale

La crisi economica scatenata dalla pandemia ha colpito duramente il mondo delle imprese, sul mercato del credito le difficoltà delle aziende si sono tradotte in revisioni dei rating, declassamenti da investment grade a high yield e in un aumento del numero di insolvenze.

MERCATI DEL CREDITO PIÙ SOLIDI

Due fattori, spiegano in AllianceBernstein, che in realtà hanno reso i mercati del credito più solidi: con le insolvenze sono stati eliminati i debitori più deboli in entrambi i segmenti, con i declassamenti sono aumentati qualità e dimensioni del mercato delle obbligazioni ad alto rendimento. Qualche numero spiega meglio il fenomeno. I “fallen angel”, le società declassate dalla categoria investment grade, hanno ampliato i mercati high yield di Stati Uniti ed Europa di circa 200 miliardi di dollari e 50 miliardi di euro, rispettivamente; tra i fallen angel ci sono nomi noti e rispettati del mondo imprenditoriale, come Ford, Rolls-Royce e Carnival, e il loro downgrade ha migliorato sensibilmente la qualità complessiva dell’indice high yield, negli Usa la quota di titoli con rating BB è aumentata dal 48% al 54%.

I FONDAMENTALI SONO FAVOREVOLI

Gli esperti di AllianceBernstein, in linea con le previsioni di consenso, ritengono che le insolvenze raggiungeranno probabilmente un picco del 6% circa negli Usa e del 4% in Europa, ma sono anche del parere che il peggio sia passato e si aspettano una riduzione dei tassi d’insolvenza a fronte della progressiva ripresa delle economie. La leva finanziaria delle imprese ha raggiunto livelli record, ma non desta particolari preoccupazioni, mentre il livello di solvibilità dovrebbe rimanere stabile, grazie a emissioni record che hanno rafforzato la liquidità delle imprese, al costo del servizio del debito che resta basso e agli utili previsti in ripresa nella maggior parte dell’economia. Ci sono anche altri elementi che giocano a favore: l’offerta è in contrazione, ma la domanda resta sostenuta, grazie ai rendimenti interessanti, e un ulteriore sostegno al mercato del credito verrà da una politica monetaria persistentemente accomodante, dalle misure di stimolo fiscale promesse e dal miglioramento dell’attività economica.

L’ELEVATA DISPERSIONE DEGLI SPREAD IMPONE UN APPROCCIO MOLTO SELETTIVO

Se si tiene conto della qualità indotta da default e migrazioni delle obbligazioni, è l’opinione di AllianceBernstein, il credito presenta al momento spread più appetibili di quelli registrati in questa fase in un ciclo di ripresa tradizionale. È necessario tuttavia adottare un approccio selettivo, perché la dispersione degli spread tra i settori e al loro interno rimarrà pronunciata. Un’approfondita analisi fondamentale è vitale per identificare le opportunità di successo e distinguere tra vincitori e vinti. Ad esempio, le aziende di autonoleggio continueranno probabilmente a scontare un quadro sfavorevole, mentre alcuni titoli ciclici e obbligazioni del settore viaggi, scambiate a premi interessanti, potrebbero offrire migliori opportunità. Viene infine fatto rilevare come i fattori Esg rivestano agli occhi degli investitori un’importanza sempre maggiore, una tendenza che diverrà ancora più pronunciata nei prossimi mesi.

UN APPROCCIO MULTISETTORIALE

I gestori di AllianceBernstein che in questo settore di investimento allinea un prodotto come AB European Income Portfolio dalle quattro stelle Morningstar, sono convinti che gli approcci multisettoriali attivi forniscano i migliori rendimenti potenziali corretti per il rischio, soprattutto nei periodi di maggiore incertezza. Tra i mercati high yield, i titoli statunitensi potrebbero beneficiare di una ripresa economica più vigorosa, ma gli omologhi dell’eurozona godono di un robusto livello di supporto da parte della Bce, oltre che di una maggiore qualità complessiva del credito e di una minore esposizione al volatile settore dell’energia; nell’high yield euro sono considerati interessanti il debito con rating BB e le obbligazioni subordinate Additional Tier 1 (AT1) di alcune banche.